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Sicurezza urbana, D’Alberto: “Servono più forze dell’ordine e un nuovo Patto Stato‑Comuni”

Il sindaco D’Alberto chiede più organici, investimenti e un nuovo Patto per la sicurezza urbana: “Non bastano slogan e decreti, servono interventi sociali e responsabilità dello Stato”

da Redazione Abruzzonews

d'alberto

TERAMO –  Il sindaco Gianguido D’Alberto interviene sul tema della sicurezza urbana, richiamando la necessità di affrontare la questione senza strumentalizzazioni politiche e con un approccio più ampio rispetto al solo intervento repressivo. Secondo il primo cittadino, i continui decreti sicurezza hanno dimostrato di non produrre risultati concreti e occorre invece agire sulle cause profonde dei fenomeni di microcriminalità, integrando rigore, prevenzione sociale ed educazione.

D’Alberto ricorda come l’allarme sulle carenze di organico delle forze dell’ordine sia ormai generalizzato: dal comandante generale dei Carabinieri Luongo, che ha segnalato una mancanza di oltre 10.000 unità, fino alle denunce del SAP, che per Teramo ha evidenziato un piano di potenziamento insufficiente rispetto alle reali necessità del territorio. “I Comuni fanno la loro parte – sottolinea – ma la sicurezza è una responsabilità primaria dello Stato. Serve un nuovo Patto con gli enti locali, come richiesto dall’ANCI”.

Il sindaco rivendica gli interventi realizzati dall’Amministrazione: dal potenziamento della videosorveglianza – passata da zero telecamere funzionanti a circa cento dispositivi attivi – alle nuove installazioni a Fonte Baiano e nel parco fluviale, fino al rafforzamento della polizia locale e dell’illuminazione pubblica. “Le telecamere aiutano nelle indagini, ma non bastano come deterrente. Servono risorse adeguate e strumenti operativi reali”.

Tra le richieste avanzate dai Comuni attraverso l’ANCI figurano un Fondo nazionale per la sicurezza urbana, percorsi di formazione congiunta tra polizie locali, statali e operatori sociali, e l’accesso delle polizie locali al CED interforze. D’Alberto respinge invece l’ipotesi di dotare la polizia locale del taser, ritenuto inadeguato e potenzialmente rischioso, e annuncia la valutazione di strumenti alternativi già adottati in altre città.

Il sindaco conclude ribadendo che Teramo non vive situazioni di particolare allarme, ma episodi di microcriminalità che richiedono risposte coordinate e non slogan: “Solo con un’azione condivisa tra Stato e Comuni potremo garantire città davvero a misura d’uomo”.