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Pescara, Confartigianato: “Movida sicura con più presidi e locali aperti”

Per Confartigianato servono più controlli, tutela dei locali e stop alla desertificazione commerciale per una movida più sicura

da Marina Denegri

confartigianato pescara

PESCARA – La situazione di piazza Santa Caterina e delle aree della movida pescarese torna al centro del dibattito cittadino dopo le recenti aggressioni, riaccendendo l’attenzione sul tema della sicurezza urbana. A intervenire è Confartigianato Pescara, che attraverso il direttore Fabrizio Vianale richiama la necessità di un presidio costante e non episodico nelle zone più frequentate della città.

Vianale sottolinea che la sicurezza non può essere affrontata solo dopo fatti gravi: serve una presenza continuativa delle forze dell’ordine per tutelare residenti, frequentatori e operatori economici. Per l’associazione, commercio e sicurezza sono elementi inscindibili: la presenza di locali, negozi e attività rappresenta infatti un presidio sociale che contribuisce a mantenere vive le strade e a ridurre le situazioni di degrado.

Secondo Confartigianato, la desertificazione commerciale è uno dei fattori che rende più fragili le aree urbane. Da qui l’interesse per la proposta dell’Amministrazione comunale di Pescara di modificare le Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore, limitando la trasformazione dei locali commerciali in autorimesse nelle zone più vocate al commercio. Una scelta che, secondo Vianale, va nella direzione giusta: ogni vetrina che si spegne non rappresenta solo la perdita di un’attività economica, ma anche la scomparsa di una funzione urbana e di un presidio quotidiano.

Confartigianato ribadisce che la tutela delle attività commerciali deve essere parte integrante delle politiche di rigenerazione del centro cittadino. Negozi e pubblici esercizi garantiscono infatti frequentazione, relazioni e controllo sociale degli spazi, contribuendo alla vivibilità e alla sicurezza.

Per questo l’associazione chiede un confronto stabile tra Amministrazione, forze dell’ordine e categorie economiche, evitando contrapposizioni tra residenti e imprese. La strada da seguire, conclude Vianale, non è “spegnere la città”, ma rafforzare regole, controlli e presenza commerciale: una città vissuta è una città più sicura, e questo vale ancora di più per le zone della movida.