
PESCARA – “Ritengo che i tempi siano maturi per la nascita della nuova città di Pescara e non credo che l’ulteriore rinvio di uno o due anni, rispetto alla scadenza fissata al primo gennaio 2027, possa portare benefici alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Per questa ragione, oggi ho espresso il mio voto contrario rispetto alla delibera del Direttore generale che farà da apripista all’emendamento regionale per il rinvio”. Lo ha detto il capogruppo di Futuro Nazionale Valeria Toppetti commentando l’esito del voto in aula a Pescara
“Innanzitutto una richiesta di rinvio di un provvedimento che avrà conseguenze storiche avrebbe meritato motivazioni solide, che purtroppo non ho rintracciato nell’elaborato presentato ai consiglieri – ha detto il capogruppo Toppetti – . In secondo luogo, oltre ad aver segnalato le criticità e le difficoltà, che a oggi renderebbero impossibile la fusione, non sono ravvisabili nel documento le iniziative che si metteranno in atto per la fusione. Quello che mancava ieri, manca oggi e mancherà domani è il progetto stesso di fusione, ovvero non c’è la volontà di procedere in tal senso,probabilmente per salvaguardare e conservare qualche posizione o logica, contro gli interessi dei cittadini che, a 12 anni dal voto, sono completamente delusi nelle loro aspettative, disaffezionati, e hanno compreso l’inutilità di quel momento di grande partecipazione democratica che è stato il Referendum del 2014
Personalmente sono sempre stata favorevole alla Grande Pescara come ho avuto modo anche in altre occasioni di dichiarare, soprattutto per il rispetto che nutro nei confronti della volontà popolare e della legge, perché la nascita della Grande o della Nuova Pescara è oggetto di una legge che oggi si continua a ignorare. Dopo 12 anni è giusto che il progetto venga riconsegnato agli elettori tramite lo strumento che la stessa legge regionale ha stabilito poiché a chi, come me, non interessano le logiche di palazzo risulta, a questo punto, evidente che gli ulteriori differimenti di 12-18-24 mesi nulla potranno aggiungere al progetto che bisogna avere il coraggio di intraprendere con serietà istituzionale e politica, nella consapevolezza che un periodo di transizione sarà sempre necessario, ma non invece un ulteriore periodo di conservazione delle poltrone. Per una politica solida occorre, oltre al coraggio, la coerenza.
Non temo il ritorno alle urne, che anzi avrebbe potuto dare una spinta propulsiva verso quell’idea di città metropolitana che tanto viene sbandierata, ma che poi non si ha il coraggio di realizzare, mortificando anche quell’anniversario, i 100 anni della nascita di Pescara, che nel 2027 avremmo potuto onorare con un ulteriore momento storico”.