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Abruzzo: infortuni e malattie professionali in aumento nel primo semestre 2026

La Uil Abruzzo analizza i dati del primo semestre 2026: crescono infortuni, malattie professionali, genere e lavoratori stranieri

da Marina Denegri

Valerio Camplone

REGIONE – La fotografia della sicurezza sul lavoro in Abruzzo nel primo semestre 2026 continua a mostrare segnali preoccupanti. L’analisi della Uil Abruzzo, basata sui dati Inail, evidenzia un aumento sia degli infortuni sia delle malattie professionali, confermando un trend negativo che richiama l’urgenza di interventi strutturali e mirati.

Tra gennaio e giugno gli infortuni complessivi sono saliti del 3,58% (da 5.945 a 6.158 casi), mentre le malattie professionali hanno registrato un incremento dell’8,25% (da 4.645 a 5.028 denunce). Per il Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo, questi numeri non sono casuali: riflettono fragilità legate alla precarietà, alla frammentazione del lavoro e alla scarsa attenzione alla prevenzione nelle realtà produttive regionali.

Secondo Valerio Camplone, componente della segreteria regionale con delega alla sicurezza, dietro i numeri emergono criticità profonde: rischi emergenti non valutati, invecchiamento della forza lavoro, differenze di genere e integrazione culturale. Un quadro che richiede un approccio più avanzato e aderente alle reali condizioni dei lavoratori.

Il report segnala un aumento significativo degli infortuni in itinere (+17,85%), che passano da 773 a 911 casi. Un dato che impone una riflessione sull’organizzazione del lavoro e sui fattori di rischio psicosociale. Ancora più evidente è la questione di genere: le denunce tra le lavoratrici crescono del 21,45%, un incremento che richiama l’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008, che impone di considerare nella valutazione dei rischi anche quelli legati alle differenze di genere e allo stress lavoro‑correlato.

L’analisi per fasce d’età mostra un aumento degli infortuni tra i lavoratori anziani (+9,95%) e tra i giovani (+6,34% nella fascia 15‑24 anni). Allargando lo sguardo agli under 35, la crescita è del 4,97%. Un segnale che evidenzia vulnerabilità diverse e richiede interventi calibrati.

Particolarmente allarmante è la situazione dei lavoratori stranieri. Gli infortuni tra gli extra‑Ue crescono del 12,08%, mentre le malattie professionali tra tutti i lavoratori nati all’estero aumentano del 33,51%. Per la Uil, questo dato impone di rafforzare formazione, integrazione linguistica e comprensione delle procedure operative.

In vista del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026‑31, la Uil Abruzzo chiede che queste fragilità diventino priorità nella bozza in discussione con la Regione. Camplone sottolinea la necessità di aggiornare i DVR aziendali con misure mirate: formazione preventiva per i giovani, attenzione alle patologie correlate all’età per i lavoratori anziani, verifica della comprensione linguistica per gli stranieri, valutazione diffusa dei rischi psicosociali e dello stress lavoro‑correlato, con il pieno coinvolgimento di RLS e RLST.

Infine, la Uil richiama l’importanza della prospettiva di genere nel nuovo Piano, chiedendo piena attuazione alle novità del DL 159/2025, che impone alle aziende di programmare misure contro comportamenti violenti o molesti nei luoghi di lavoro. Un passaggio decisivo per costruire un sistema occupazionale regionale più sicuro, inclusivo e rispettoso.