
Nicoletta Veri – fonte Regione Abruzzo
PESCARA – Nella sede del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo si è riunito il Comitato regionale di coordinamento previsto dall’articolo 7 del D.Lgs. 81/2008, il principale organismo chiamato a garantire il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un incontro che ha messo al centro la necessità di rafforzare la sinergia tra istituzioni, servizi di prevenzione, enti ispettivi e parti sociali, con l’obiettivo di rendere più efficace il sistema regionale di tutela dei lavoratori e di accompagnare il mondo produttivo verso una cultura della sicurezza più solida e condivisa.
Presieduta dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì (nella foto), la riunione ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali Cgil Abruzzo Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Abruzzo. Al centro del confronto, la Strategia Nazionale Salute e Sicurezza sul Lavoro 2026‑2031, approvata il 21 maggio in Conferenza Stato‑Regioni, che ora dovrà tradursi nel nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026‑2031, da predisporre entro il 30 settembre e da approvare entro la fine dell’anno.
La Strategia nazionale si sviluppa lungo cinque assi fondamentali: affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro; rafforzare la resilienza del sistema istituzionale; rendere più efficaci le tutele per i lavoratori; sostenere le micro, piccole e medie imprese negli investimenti in sicurezza; diffondere una cultura della prevenzione che valorizzi la consapevolezza dei rischi e la qualità del lavoro. Un impianto che punta a un salto di qualità, anche attraverso il coinvolgimento stabile delle parti sociali, chiamate a contribuire alla definizione e all’attuazione delle politiche di prevenzione. In questa direzione, l’assessore Verì ha assicurato ai sindacati un ruolo diretto nella stesura della bozza del nuovo Piano regionale.
«Si tratta di un impegno importante – dichiarano unitariamente Cgil Abruzzo Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Abruzzo – perché da questo Piano dipenderanno molti degli strumenti che dovranno rafforzare il sistema regionale della salute e sicurezza sul lavoro. Solo attraverso una programmazione condivisa, fondata sulla prevenzione, sulla partecipazione e sul controllo della qualità degli interventi, sarà possibile affrontare la sfida dell’azzeramento delle morti sul lavoro, del contenimento degli infortuni e del contrasto alle malattie professionali».
Il quadro abruzzese, infatti, continua a richiedere la massima attenzione. Nonostante nel primo quadrimestre dell’anno si registri una diminuzione degli infortuni mortali rispetto allo stesso periodo del 2025, il numero complessivo degli infortuni denunciati cresce da 3.776 a 3.940 (+4,3%). Ancora più preoccupante è l’aumento delle malattie professionali, che passano da 3.091 a 3.326 denunce (+7,6%), segnale evidente di un sistema produttivo nel quale la prevenzione non è ancora pienamente radicata.
Durante il confronto è emerso anche il tema della qualità della formazione, uno degli aspetti più delicati del Programma Predefinito PP5 – Sicurezza negli ambienti di lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di arrivare a una vera certificazione dei percorsi formativi, sia per quanto riguarda i soggetti che erogano la formazione sia per le modalità con cui essa viene svolta, superando approcci meramente formali. Centrale sarà anche la definizione di strumenti di monitoraggio capaci di misurare l’efficacia reale della formazione e il suo impatto sui comportamenti nei luoghi di lavoro.
Ampio spazio è stato dedicato al tema delle malattie professionali, fenomeno in costante evoluzione e sempre più rilevante. È stata proposta l’istituzione di una cabina di regia regionale permanente, che coinvolga istituzioni, sindacati, patronati e medici competenti, con l’obiettivo di migliorare l’emersione delle patologie lavoro‑correlate, uniformare gli orientamenti e rafforzare le azioni di prevenzione e sorveglianza sanitaria.
Un’attenzione particolare dovrà essere riservata alle piccole e medie imprese, dove la sicurezza viene ancora troppo spesso percepita come un adempimento burocratico e non come un investimento strategico sulla qualità del lavoro, sulla competitività e sulla tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
Cgil Abruzzo Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Abruzzo hanno confermato la piena disponibilità a contribuire alla costruzione del nuovo Piano Regionale della Prevenzione, affinché il punto di vista del mondo del lavoro sia pienamente integrato e il confronto istituzionale si traduca in azioni concrete e misurabili.