Home » Agricoltura » Abruzzo, ortofrutta in aumento ma prezzi in calo: l’allarme della CIA

Abruzzo, ortofrutta in aumento ma prezzi in calo: l’allarme della CIA

Produzioni ortofrutticole in crescita in Abruzzo, ma i prezzi crollano. CIA: criticità per pomodoro a pera e da industria

da Marina Denegri

cia agricoltori italiani chieti-pescara

CHIETI – In Abruzzo la primavera porta con sé un’accelerazione delle produzioni ortofrutticole. Il clima, tornato stabile dopo le piogge e il freddo di inizio mese, ha favorito un aumento consistente dei raccolti. Una buona notizia per le campagne, che però si traduce in un effetto immediato sui mercati: i prezzi all’origine stanno scendendo, schiacciati dall’abbondanza dell’offerta e da una domanda che non cresce allo stesso ritmo.

Asparagi, fragole, zucchine, melanzane e peperoni sono tra i prodotti più esposti a questa dinamica. Le quotazioni calano in modo fisiologico, ma la CIA Abruzzo avverte che la volatilità dei mercati sta diventando un problema strutturale. «La ripresa delle produzioni è positiva», spiega Domenico Bomba, presidente CIA Chieti‑Pescara, «ma ogni volta che l’offerta aumenta, i prezzi crollano troppo rapidamente e non coprono i costi reali delle aziende».

A risentire della situazione è anche il pomodoro a pera d’Abruzzo, uno dei simboli dell’orticoltura regionale. Nonostante qualità e riconoscibilità, il prodotto sta subendo la stessa pressione che colpisce l’intero comparto dei pomodori da mensa: domanda rallentata, listini in discesa e margini sempre più ridotti. «È un patrimonio agricolo e gastronomico che va difeso anche sul piano economico», sottolinea Bomba.

Il quadro non è più semplice per il pomodoro da industria, coltura strategica in diverse aree della regione. Mentre nel Nord Italia i prezzi di riferimento sono già stati fissati, nel Centro‑Sud, Abruzzo compreso, la trattativa è ancora ferma. Le aziende si trovano così a programmare la campagna senza un prezzo certo, in un contesto in cui i costi di produzione continuano a crescere: manodopera, energia, carburanti, mezzi tecnici.

Secondo CIA, questa combinazione di instabilità dei mercati, costi in aumento ed eventi climatici sempre più frequenti rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese agricole abruzzesi. «Serve una filiera più equilibrata», conclude Bomba, «che riconosca il valore reale della produzione e permetta alle aziende di lavorare con maggiore stabilità. Senza questo, anche le eccellenze rischiano di perdere competitività».