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Pescara, doppio tumore trattato in un unico intervento robotico

All’Ospedale di Pescara un paziente di 67 anni è stato operato con tecnica robot-assistita per tumore a rene e prostata in un’unica seduta

da Marina Denegri

Berardinelli Ferrovecchio Renzetti

PESCARA – All’Ospedale di Pescara è stato eseguito un intervento raro e di grande complessità clinica: in un’unica seduta operatoria, grazie alla chirurgia robot-assistita, sono stati trattati contemporaneamente un tumore del rene e un tumore della prostata su un paziente di 67 anni. Un risultato che testimonia l’evoluzione delle tecniche mini-invasive e la capacità dell’équipe della UOC di Urologia, diretta dal Dr. Roberto Renzetti, di gestire casi ad alta specializzazione riducendo al minimo il carico chirurgico per il paziente.

La particolarità della vicenda nasce dalla diagnosi della neoplasia renale, individuata quasi per caso durante gli esami di stadiazione successivi alla scoperta del tumore prostatico. Il tumore al rene non aveva mai dato sintomi, ma la sua presenza ha permesso di ripensare completamente il percorso terapeutico, trasformando quella che sarebbe stata una doppia operazione in un unico intervento coordinato.

La procedura, durata circa quattro ore, è stata interamente condotta con piattaforma robotica. In una prima fase i chirurghi hanno eseguito una tumorectomia renale, rimuovendo esclusivamente la lesione e preservando integralmente il rene. Poi, modificando soltanto la posizione del paziente e sfruttando gli stessi accessi mini-invasivi, l’équipe ha proceduto con la prostatectomia radicale robot-assistita, senza necessità di ulteriori incisioni. Un approccio che ha permesso di ridurre l’invasività, evitare una seconda anestesia generale e concentrare in un’unica seduta un percorso che, in condizioni ordinarie, avrebbe richiesto due ricoveri distinti.

«La possibilità di trattare contemporaneamente due neoplasie con un unico intervento robotico rappresenta un vantaggio importante per il paziente», spiega il Dr. Roberto Renzetti, sottolineando come la preservazione completa del rene e la gestione coordinata delle due patologie siano state rese possibili dalla precisione della tecnologia robotica e dall’esperienza dell’équipe.

Il decorso post-operatorio è stato regolare, senza complicanze. Il paziente è rimasto ricoverato per tre giorni ed è stato dimesso con catetere vescicale, poi rimosso dopo una settimana, confermando la rapidità di recupero tipica degli interventi mini-invasivi.

A firmare l’operazione è stata l’équipe guidata dal Dr. Renzetti, con la collaborazione dei Dr. Francesco Berardinelli, Walter Fusco, del medico specializzando Dr. Guglielmo Dello Stritto, dell’infermiere strumentista Dott. Paolo Papili, dell’infermiere di sala Dott. Matteo Satiro e dell’anestesista Dr.ssa Bruna Ferrovecchio del Blocco Operatorio. Un lavoro corale che conferma il ruolo dell’Ospedale di Pescara come centro di riferimento per la chirurgia robotica urologica.