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Fotovoltaico a terra, stop della Consulta: Coldiretti Abruzzo rilancia la tutela dei suoli agricoli

Coldiretti Abruzzo chiede alla Regione politiche energetiche equilibrate: aree idonee, tetti agricoli e agrivoltaico con criteri rigorosi

da Marina Denegri

coldiretti Abruzzo

REGIONE – La sentenza della Corte Costituzionale che conferma la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole segna un punto decisivo nella tutela del territorio e del patrimonio produttivo nazionale. Un pronunciamento che Coldiretti Abruzzo accoglie con favore, ribadendo un principio sostenuto da tempo: la transizione energetica è fondamentale, ma non può avvenire a scapito del suolo agricolo, risorsa strategica e limitata.

Per il presidente Pietropaolo Martinelli, la decisione della Consulta rafforza la necessità di proteggere la capacità produttiva dei territori in un contesto segnato da cambiamenti climatici e tensioni internazionali. La Corte chiarisce inoltre che resta possibile sviluppare modelli energetici compatibili con l’agricoltura, come gli impianti agrivoltaici, che permettono la continuità delle coltivazioni e del pascolo, oltre alla realizzazione di impianti nelle aree già individuate dal legislatore.

Alla luce della sentenza, Coldiretti Abruzzo sollecita la Regione ad accelerare sulle politiche energetiche attraverso tre priorità: individuare rapidamente le aree idonee privilegiando superfici già compromesse o impermeabilizzate; sostenere con maggiore forza il fotovoltaico sui tetti di stalle, fienili e fabbricati agricoli; definire criteri rigorosi per l’agrivoltaico, garantendo che gli impianti mantengano una reale continuità dell’attività agricola e zootecnica.

Il direttore Marino Pilati ribadisce la posizione dell’organizzazione: non un “no” alle rinnovabili, ma un modello di sviluppo equilibrato che unisca tutela dell’ambiente, produzione energetica e produzione di cibo. L’Abruzzo, sottolinea Coldiretti, può essere protagonista della transizione ecologica senza sacrificare la propria vocazione agricola né compromettere un patrimonio collettivo.

La federazione ricorda inoltre che lo scorso maggio aveva proposto un emendamento alla legge regionale per fissare allo 0,8% della SAU il limite massimo di superficie agricola utilizzabile per nuovi impianti da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di preservare la destinazione agricola dei suoli e garantire un equilibrio tra energia e produzione alimentare.