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Grandinata eccezionale nel Teramano: danni a auto, aziende e campagne

Violenta grandinata il 21 luglio 2026: auto distrutte, tetti industriali danneggiati, stabilimenti balneari in crisi e campagne devastate

da Marina Denegri

grandine chicchi

TERAMO – Una grandinata di intensità eccezionale ha colpito nel pomeriggio di martedì 21 luglio 2026 la provincia di Teramo, lasciando dietro di sé una scia di devastazione dall’entroterra alla costa. In pochi minuti, chicchi di ghiaccio grandi come arance hanno interrotto bruscamente la lunga ondata di calore che interessava l’Abruzzo, trasformando il territorio in uno scenario di emergenza con danni ingenti a infrastrutture, veicoli, attività produttive e campagne.

La cellula temporalesca ha attraversato in parallelo le principali aree industriali e residenziali del Teramano, colpendo duramente Bellante, San Nicolò a Tordino, Sant’Atto, Villa Zaccheo di Castellalto, Sant’Onofrio di Campli e Morro d’Oro, per poi raggiungere la costa, dove Roseto degli Abruzzi e Pineto hanno registrato pesanti ripercussioni. La viabilità è andata in crisi: rallentamenti, tamponamenti e carreggiate invase dal ghiaccio hanno paralizzato la Teramo-mare e la Statale 80, rendendo difficoltosi gli spostamenti per ore.

Il settore più colpito è stato quello dei veicoli e delle infrastrutture aziendali. Centinaia di auto sono state letteralmente distrutte, con parabrezza, lunotti e vetri infranti e carrozzerie martoriate dalla violenza dei chicchi. Particolarmente grave la situazione a Villa Zaccheo, dove i lavoratori del secondo turno hanno trovato le proprie vetture devastate nei parcheggi dei poli industriali. La Fim Cisl ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità, vista la portata dei danni. Anche capannoni, tetti industriali, lucernari e impianti fotovoltaici sono stati compromessi, con aziende costrette a sospendere le attività per verifiche strutturali e interventi urgenti.

La costa non è stata risparmiata: stabilimenti balneari, attrezzature e aree ricreative hanno subito danni significativi, mettendo in difficoltà operatori turistici già provati dalla stagione di caldo estremo.

Il comparto agricolo è quello che, secondo le prime ricognizioni, rischia le conseguenze più durature. Coldiretti Teramo ha segnalato danni pressoché totali in diversi appezzamenti, con raccolti compromessi e colture stagionali irrimediabilmente perdute. Frutteti, ortaggi, vigneti e seminativi sono stati colpiti in pieno, con chicchi di ghiaccio che hanno letteralmente tranciato piante e frutti. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni economiche pesanti per le aziende agricole del territorio, già alle prese con gli effetti del clima estremo.

Foto di archivio