
REGIONE – L’Abruzzo emerge tra le regioni italiane più equilibrate nella transizione energetica, grazie a emissioni pro capite inferiori alla media nazionale, elevati assorbimenti forestali e buone performance nel settore agricolo. Lo evidenziano i dati della piattaforma CIRO – Climate Indicators for Italian RegiOns, sviluppata da Italy for Climate con ISPRA.
La regione registra una quota di rinnovabili al 23% dei consumi (contro il 18% nazionale), ma procede con un ritmo di crescita più lento: raggiunge solo il 27% del target 2030 e conta 6 comunità energetiche attive. Nel settore edilizio i consumi sono più bassi della media (198 kWh/mq), mentre nei trasporti pesa il forte ritardo del TPL, con 28 passeggeri per abitante contro una media di 82.
Positivo il quadro agricolo, con emissioni, fertilizzanti e capi bovini molto inferiori ai valori nazionali. Sul fronte della vulnerabilità climatica, l’Abruzzo è la regione con meno eventi estremi, presenta un basso consumo di suolo (5%) e una ridotta esposizione al rischio alluvione, ma soffre di perdite idriche tra le più alte d’Italia.
«CIRO permette alle regioni di misurare performance, punti di forza e criticità con indicatori comparabili e scientificamente fondati, favorendo un dibattito informato sulla transizione», sottolinea Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate.
Dati Abruzzo
EMISSIONI: l’Abruzzo registra una buona performance per quanto riguarda le emissioni pro capite, molto al di sotto della media nazionale. Positivo è anche il numero di assorbimenti forestali in rapporto alla superficie.
ENERGIA: nel complesso, l’Abruzzo ha un mix energetico sostanzialmente allineato con la media nazionale e non presenta consumi da carbone mentre i consumi di energia finale pro capite sono leggermente superiori alla media nazionale.
RINNOVABILI: positiva è la performance in termini di quota di consumi di energia soddisfatti da rinnovabili (pari al 23%, contro una media nazionale del 18%); nel complesso, però, gli altri indicatori sono ancora tutti inferiori alla media nazionale, per quanto riguarda l’installazione di nuovi impianti, la quota di conseguimento del target al 2030 (27%, contro una media nazionale del 31%) e il numero di comunità energetiche attivate (solo 6 nel 2024).
EDIFICI: la performance è piuttosto positiva in termini di efficienza dei consumi energetici (198 kWh/mq rispetto ad una media nazionale di 222 nel 2024) ed è in linea con la media nazionale per emissioni pro capite del settore; la quota di edifici in classe A e il tasso di elettrificazione (29% contro una media nazionale del 31%) risultano invece leggermente sotto la media nazionale.
INDUSTRIA: positivo è il dato sulle emissioni in rapporto al valore aggiunto del settore, molto più basse rispetto alla media nazionale, mentre meno positiva è la performance per quanto riguarda i consumi di energia e la quota di consumi elettrici.
TRASPORTI: la quota di elettrico sulle nuove immatricolazioni (3,7%) e le emissioni pro capite dei trasporti sono di poco al di sotto della media nazionale; le performance sono, invece, meno positive per quanto riguarda la media di passeggeri trasportati dal TPL (28 passeggeri trasportati per abitante contro una media nazionale di 82) e il tasso di motorizzazione, poco più alto della media nazionale.
AGRICOLTURA: la performance è piuttosto positiva, con emissioni pro capite del settore, uso di fertilizzanti e numero di bovini allevati in rapporto alla popolazione (46 bovini ogni 1000 abitanti contro una media nazionale di 98) tutti ben inferiori alla media nazionale; la quota di agricoltura biologica è, invece, di poco al di sotto della media nazionale (17% contro una media nazionale del 20%).
VULNERABILITÀ: l’Abruzzo non è una regione criticamente esposta agli impatti dei cambiamenti climatici. Infatti, è la prima regione per minor numero di eventi meteoclimatici estremi e presenta una quota di popolazione esposta al rischio alluvione inferiore alla media nazionale, questo anche perché il consumo di suolo è piuttosto basso (pari al 5% della superficie della regione contro una media nazionale del 7%); unica nota dolente sono le perdite della rete idrica, tra le peggiori del Paese.