
REGIONE – Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato all’unanimità la nuova legge dedicata alla valorizzazione e al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, un provvedimento che segna un passaggio storico per la regione. La norma introduce per la prima volta una disciplina organica e istituisce un fondo regionale destinato al recupero, alla manutenzione e alla piena fruibilità degli immobili sottratti alle mafie.
A sottolineare l’importanza del voto è il consigliere regionale Francesco Prospero (nella foto), presidente dell’Osservatorio regionale della Legalità, promotore dell’iniziativa: una legge che restituisce ai cittadini patrimoni un tempo simbolo dell’illegalità, trasformandoli in luoghi di riscatto sociale, coesione e partecipazione. Il provvedimento punta infatti non solo al recupero strutturale degli immobili, ma anche alla loro rigenerazione culturale attraverso attività di formazione, sensibilizzazione e cittadinanza attiva rivolte soprattutto ai giovani.
Il quadro aggiornato fornito dall’Agenzia nazionale evidenzia la presenza in Abruzzo di 295 beni immobili confiscati ancora in gestione, distribuiti tra le province di Chieti (114), L’Aquila (79), Teramo (53) e Pescara (49. A questi si aggiungono gli immobili già assegnati agli enti territoriali: 34 nel Chietino, 17 nell’Aquilano, 41 nel Teramano e 29 nel Pescarese, molti dei quali già restituiti alla collettività attraverso progetti sociali e istituzionali.
Per Prospero, la legge rappresenta un cambio di passo culturale e amministrativo: un investimento diretto della Regione sulla rinascita dei beni confiscati e sul sostegno ai Comuni, spesso chiamati a gestire costi elevati per renderli nuovamente utilizzabili. Un impegno che si ispira all’eredità di figure come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, trasformando la memoria delle vittime innocenti delle mafie in scelte concrete per il futuro delle comunità abruzzesi.