VARNA – La Turandot del centenario arriva a Varna come un rito scenico e musicale che celebra Giacomo Puccini nel luogo e nel momento più simbolico: il Summer Festival dell’Opera, che il 22 e 23 luglio accoglie una produzione di grande respiro internazionale. Nell’incantevole teatro all’aperto, sotto il cielo della costa bulgara, il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli torna sul podio di un’opera che lo accompagna da una vita, dirigendo una Turandot fedele alla drammaturgia pucciniana e allo spirito crudele, rituale e scintillante della fiaba orientale.
Il debutto di Vincenzo Costanzo nel ruolo di Calaf è uno degli elementi più attesi dell’intera produzione. Reduce dal successo in Cavalleria Rusticana a Sofia, il tenore napoletano affronta per la prima volta il ruolo del Principe Ignoto, con quel “Vincerò” che ogni tenore sogna di pronunciare davanti al pubblico. Costanzo parla di un’emozione unica, di un traguardo artistico che si realizza accanto a un direttore che considera straordinario nel repertorio pucciniano. Sipari, dal canto suo, sottolinea il valore simbolico di dirigere Turandot nel centenario di Puccini, ricordando come questa partitura sia stata la prima che ha affrontato al Teatro Puccini e come abbia continuato a seguirlo nel corso della sua carriera.
Accanto a Costanzo, nel ruolo della principessa di ghiaccio, brilla Saioa Hernández, voce magnetica e presenza scenica imponente, già protagonista di produzioni internazionali e premi prestigiosi. Il 23 luglio il ruolo sarà affidato a Gabriela Georgieva, mentre Liù avrà il volto e la voce di Marija Jelić e Ilina Mihaylova, che si alterneranno nelle due recite. La produzione firmata da Daniela Dimova, con la regia di Kuzman Popov e le scenografie di Nela Stoyanova, restituisce Turandot nella sua natura più autentica: una figura ieratica, inaccessibile, dominata dal gelo emotivo e dal ricordo dell’antenata uccisa, simbolo di una femminilità ferita che rifiuta l’amore e punisce l’uomo.
La forza della produzione risiede anche nell’imponente impianto orchestrale. Sipari guida una grande orchestra in buca, affiancata da una seconda orchestra interna composta da ottoni, sax, percussioni e organo, insieme al Coro e al Balletto dell’Opera Statale di Varna e alla Gioventù di Varna. A impreziosire l’ensemble, una piccola rappresentanza del Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, con Manuel Pio Magurno al clarinetto, Giovanni Russo e Rosa Orlotti ai corni e Francescopio Sandulli alla tromba, giovani musicisti che portano avanti la tradizione dei fiati salernitani.
La Turandot del centenario è un viaggio sonoro che ripropone i colori della Cina immaginata da Puccini: gong cinesi con nove altezze, tam tam, xilofoni, celesta, campane tubolari, strumenti che diventano parte integrante della narrazione e della tensione drammatica. È un’opera che vive di contrasti, di ombre e bagliori, di sangue e notte, di gelo e sfida, con un’orchestra che diventa personaggio essa stessa, determinando atmosfere, tensioni e visioni.
Il cast si completa con Ping, Pang e Pong – Plamen Dimitrov, Artem Arutyunov e Plamen Raykov – che incarnano la dimensione rituale e crudele della fiaba, insieme a Timur (Deyan Vatchkov), Altoum (Mihail Valchev) e il Mandarino (Velin Mihaylov). La produzione di Varna si presenta come un omaggio vivo e pulsante al genio di Puccini, un’opera che non si limita a celebrare il centenario, ma lo rinnova con una lettura contemporanea, rispettosa e potente.
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