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Teramo rischia la marginalità: la Cna lancia il “Patto per il territorio 2030”

Il presidente della Cna di Teramo, Alfredo Martinelli, avverte: il territorio rischia di essere schiacciato tra Pescara e l’asse L’Aquila‑Roma

da Redazione Abruzzonews

alfredo martinelli

TERAMO – Il territorio teramano vive una fase delicata e rischia di essere progressivamente marginalizzato all’interno delle dinamiche regionali e nazionali. È l’analisi del presidente provinciale della Cna di Teramo, Alfredo Martinelli, che invita a costruire un modello di sviluppo autonomo e riconoscibile, capace di valorizzare i punti di forza locali e di unire le diverse componenti sociali ed economiche.

Secondo Martinelli, la provincia non può contare su una singola grande vocazione, ma dispone di un ecosistema manifatturiero solido e reattivo. Nel biennio 2025‑2026 l’export ha raggiunto circa 1,8 miliardi di euro, pari al 18 per cento del totale regionale, confermando la competitività delle piccole e medie imprese. Agroalimentare, vitivinicolo, distretto della Val Vibrata, metalmeccanica e plastica rappresentano i pilastri di un sistema produttivo che, pur diversificato, mantiene una forte identità.

A pesare, invece, sono le carenze infrastrutturali. Mentre Pescara può contare sulla spinta dell’aeroporto e L’Aquila sui collegamenti con la direttrice tirrenica, Teramo continua a soffrire per una connessione mare‑monti incompleta e per un collegamento ferroviario con Roma che resta lontano dall’essere realizzato. In questo scenario, l’ipotesi di un collegio elettorale unico rischierebbe di ridurre ulteriormente il peso politico del territorio, trasformando le sue istanze in un semplice sottofondo.

Per questo la Cna propone la definizione di un Patto per il territorio 2030, una strategia condivisa che trasformi la frammentazione in una multivocazione integrata. Un modello di governance unico, capace di riunire imprese, università, poli di innovazione e istituti di credito, con l’obiettivo di definire un’agenda comune.

Un’agenda che, nelle parole di Martinelli, deve puntare su trasferimento tecnologico e digitalizzazione, unificazione dell’offerta turistica, valorizzazione dell’enogastronomia e del manifatturiero, completamento delle opere infrastrutturali previste dal PNRR e creazione di strumenti finanziari dedicati al ricambio generazionale nelle piccole e medie imprese.

Una visione che chiama il territorio a una responsabilità collettiva, per evitare che Teramo resti schiacciata tra poli più forti e per costruire un futuro fondato su identità, innovazione e coesione.