
PESCARA – Confindustria Abruzzo Medio Adriatico invita a un approfondimento sulla proposta di riforma della legge quadro sull’artigianato, attualmente all’esame del Governo. L’associazione, in linea con la posizione di Confindustria nazionale, esprime preoccupazione per l’innalzamento delle soglie dimensionali che consentono di mantenere lo status di impresa artigiana, ritenendo necessario valutarne attentamente gli effetti sul sistema produttivo, sul mercato del lavoro e sugli equilibri previdenziali.
Secondo il presidente Lorenzo Dattoli, la questione non riguarda la crescita delle imprese artigiane, considerata un obiettivo strategico e condiviso, ma le possibili conseguenze che le nuove norme potrebbero avere sulla concorrenza tra aziende operanti negli stessi settori e nelle medesime filiere.
Confindustria sottolinea la necessità di un confronto basato su dati e analisi tecniche, evidenziando che una valutazione trasparente degli impatti potrebbe contribuire a migliorare il provvedimento e garantire regole sostenibili per tutto il sistema economico.
Tra gli elementi richiamati dall’associazione figurano le stime elaborate da Confindustria, che indicano un potenziale impatto superiore a 1 miliardo di euro l’anno tra minori entrate contributive e fiscali. Inoltre, fino a 1,8 milioni di lavoratori potrebbero essere interessati da modifiche nelle discipline contrattuali, contributive e negli ammortizzatori sociali.
Per Confindustria Abruzzo Medio Adriatico la modernizzazione della normativa sull’artigianato resta una priorità, ma deve avvenire attraverso strumenti capaci di valorizzare manifattura, competenze e qualità produttiva, evitando distorsioni della concorrenza e nuovi squilibri nel mercato.