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Pyramid26: la spedizione scientifica 2026 ai piedi dell’Everest

Spedizione Pyramid26: ricerca scientifica in alta quota e progetto artistico a Kathmandu con i bambini della DOCS Foundation Nepal

da Marina Denegri

 Prof. Vittore Verratti

CHIETI – La ricerca scientifica, la cultura e la cooperazione internazionale si incontrano in Pyramid26 – Exploration and Physiology, la grande spedizione che nel 2026 porterà un team multidisciplinare di ricercatori al Laboratorio Piramide EV-K2-CNR, a 5.050 metri nella valle del Khumbu, ai piedi dell’Everest. Un progetto dedicato allo studio della fisiologia umana in alta quota e agli effetti dell’ipossia sull’organismo, approvato dal Nepal Health Research Council (NHRC) e sostenuto dalla Società Italiana di Medicina di Montagna (SIMeM) e dal Club Alpino Italiano (CAI).

L’iniziativa si svolge sotto l’egida del Magnifico Rettore dell’Università “Gabriele d’Annunzio”, Liborio Stuppia, ed è ideata e diretta dal professor Vittore Verratti, docente di Fisiologia e Principal Investigator della spedizione. Verratti ha riunito una rete internazionale di medici, fisiologi, biologi, ingegneri e ricercatori con l’obiettivo di approfondire i meccanismi di adattamento umano agli ambienti estremi e trasferire tali conoscenze alla medicina clinica.

Nel Laboratorio Piramide EV-K2-CNR, una delle infrastrutture scientifiche permanenti più importanti al mondo, il team condurrà protocolli sperimentali sulle risposte fisiologiche all’ipossia: modificazioni cardiorespiratorie e metaboliche, regolazione della ventilazione, adattamenti cardiovascolari, perfusione cerebrale, effetti della ridotta disponibilità di ossigeno sulle funzioni cognitive, sulla percezione del dolore, sulla fisiologia della cute e dell’occhio e sulla performance fisica.

Uno degli aspetti più innovativi sarà il confronto tra le risposte dei ricercatori occidentali e quelle delle popolazioni himalayane, in particolare degli Sherpa, modello naturale di adattamento cronico all’alta quota. I risultati potranno contribuire al progresso della medicina di montagna e alla gestione di patologie cardiovascolari e respiratorie, dell’ipertensione polmonare e di tutte le condizioni cliniche legate alla ridotta disponibilità di ossigeno.

Accanto alla ricerca scientifica, Pyramid26 integra una forte componente culturale. Nel centenario della nascita di Dario Fo, nasce una collaborazione con la Fondazione Fo Rame per un progetto artistico che unisce teatro, musica e impegno sociale. Una seconda squadra della spedizione opererà a Kathmandu, presso la DOCS Foundation Nepal, diretta da Lila Bhandari, che offre assistenza sanitaria ed educativa a bambini orfani e indigenti.

Qui verrà creato un laboratorio artistico dedicato ai bambini dell’orfanotrofio: saranno scritte canzoni originali nate dall’incontro tra culture diverse e dalle loro storie, emozioni e speranze. Verrà inoltre realizzato un corso di recitazione ispirato ai testi di Dario Fo, affinché il teatro diventi strumento di educazione, inclusione e crescita personale. Il progetto culminerà in un concerto dedicato a Dario Fo, con l’esecuzione di alcune sue canzoni e dei brani composti insieme ai bambini.

 “Pyramid26 è un progetto che guarda al futuro – spiega il professor VerrattiLa scelta di sviluppare contemporaneamente la ricerca scientifica al Laboratorio Piramide e il progetto artistico a Kathmandu è uno degli elementi più originali dell’iniziativa. Da una parte ampliamo le conoscenze sulla fisiologia umana in ambiente estremo; dall’altra lasciamo un’eredità concreta alla comunità nepalese attraverso un percorso educativo rivolto ai bambini più fragili. Nel centenario della nascita di Dario Fo, Pyramid26 testimonia come scienza e arte possano condividere la stessa missione: esplorare l’essere umano, promuovere conoscenza, costruire relazioni e generare opportunità”.