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Stop alla miscelazione dell’olio: Coldiretti esulta

Una svolta per la tutela dei consumatori e degli olivicoltori, con effetti per l’Abruzzo e per la valorizzazione dell’olio IGP regionale

da Marina Denegri

coldiretti

REGIONE – Una vittoria definita “storica” da Coldiretti, che parla di un passo decisivo contro i trafficanti di olio e contro chi specula sulla salute dei cittadini e sul reddito degli agricoltori. La circolare emanata dal Masaf vieta infatti la possibilità di miscelare olio vergine con extravergine, recependo le richieste avanzate da Coldiretti e Unaprol e rilanciate nelle mobilitazioni delle ultime settimane. Una decisione che assume un valore particolare per l’Abruzzo, regione a forte vocazione olivicola, con 42mila ettari coltivati, oltre 60mila aziende e un patrimonio di 8 milioni di piante distribuite lungo tutto il territorio.

La circolare chiarisce che l’olio ottenuto dalla miscelazione non potrà più riportare in etichetta la denominazione “olio extravergine di oliva”, una misura che punta a difendere il settore da truffe e speculazioni e a garantire maggiore trasparenza ai consumatori. Per Coldiretti Abruzzo si tratta di un risultato atteso da anni. Il presidente Pietropaolo Martinelli sottolinea come chi produce vero extravergine di qualità non possa essere penalizzato da pratiche che confondono il mercato e comprimono il valore del prodotto. La misura, afferma, restituisce dignità al lavoro degli olivicoltori e tutela il reddito delle aziende agricole, ma ora occorre completare il percorso con controlli più rigorosi e strumenti scientifici innovativi capaci di contrastare definitivamente frodi e speculazioni.

Il settore guarda infatti alla necessità di rafforzare il sistema dei controlli attraverso nuove metodologie analitiche, il potenziamento dei laboratori e l’allineamento delle banche dati Dogane, Icqrf e Agea per migliorare il funzionamento del Sian. Tecniche come risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica possono accertare con precisione l’origine dell’olio e dovrebbero essere utilizzate anche come prove in sede giudiziaria, per fermare chi continua a penalizzare i produttori italiani pagandoli al di sotto dei costi di produzione.

La pratica della miscelazione, finora consentita, permetteva di correggere i difetti dell’olio vergine mescolandolo con una quota di extravergine, rispettando formalmente i parametri chimici previsti dalla normativa ma svuotando di significato il Panel Test e inducendo il consumatore a credere di acquistare un extravergine che non lo era realmente. La circolare riafferma così un principio fondamentale: un olio di categoria inferiore non può ottenere una classificazione più pregiata attraverso operazioni di miscelazione.

Il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Marino Pilati ricorda che l’olio miscelato già confezionato potrà essere commercializzato fino all’esaurimento delle scorte, mentre lo sfuso dovrà essere riclassificato come “olio di oliva vergine” entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Una misura che arriva in un momento delicato per il settore, ma che rappresenta un segnale di tutela importante per gli olivicoltori italiani.

Soddisfazione anche da Abruzzo Oleum, con il presidente Luciano Di Massimo che parla di un traguardo atteso da tempo e di un passo avanti decisivo per chi produce vero extravergine. Con una campagna olivicola 2026 che si preannuncia positiva e con l’avvio della valorizzazione dell’olio regionale attraverso la nuova IGP Abruzzo, il comparto guarda al futuro con maggiore fiducia. Due risultati che possono contribuire a restituire redditività alle aziende olivicole e a rafforzare la competitività delle produzioni abruzzesi.