
PESCARA – Venerdì 12 giugno, alle 17, negli spazi di Ci vuole un Villaggio aps – ArtGallery in via Villetta Barrea 24/1 a Pescara, i ragazzi e le ragazze de La Casa di Cristina OdV presenteranno la performance “Poesia poesia, poesia!”, un progetto innovativo che unisce scrittura poetica, drammaturgia collaborativa e inclusione sociale. L’iniziativa, curata nella regia e nel laboratorio da Beniamino Cardines, nasce da un lungo percorso creativo durato circa un anno.
Il progetto ha coinvolto un gruppo di giovani volontari – Matteo Cantelmi, Michelle Daou, Stella Di Cesare, Asiah Di Caro, Rosi Valdini, Luigi De Nicola, Ilaria Minervini – che hanno affiancato i partecipanti nella costruzione di un’esperienza artistica condivisa. In scena ci saranno Cristina, Ilenia, Alessio, Kevin, Assunta, Federica, Lidia, Roberto, Andrea, Veronica, Franca, Chiara, Federico, Paola e Sara, protagonisti di un percorso che ha trasformato le loro poesie autobiografiche in una vera e propria composizione performativa.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Bibliodrammatica aps, con la rivista letteraria SU/Sintassi Urbane e con AP/ArteProssima – pinacoteca d’arte contemporanea, confermando una rete culturale che sostiene la creatività come strumento di crescita personale e collettiva.
“Abbiamo immaginato e voluto questo progetto-laboratorio – spiega Francesca Crescenti, presidente de La Casa di Cristina OdV – perché stimola creativamente i ragazzi e le ragazze, accompagnandoli in un percorso di educazione al linguaggio espressivo, parlato e scritto. È un modo per aiutarli a esprimersi, a sviluppare coscienza critica e a dare continuità formativa alla loro crescita culturale”.
Per Beniamino Cardines, regista e scrittore, la sfida è stata quella di costruire una drammaturgia collettiva: “Significa immaginare una piccola comunità di scrittura che collabora a un progetto creativo condiviso. Dalla poesia al messaggio sociale, fino alla scena. Ogni parola, gesto e immagine nasce da un confronto complesso ma ricchissimo. Il risultato è una grande felicità comunicata: la gioia di riappropriarsi dei linguaggi espressivi come strumento di affermazione sociale e di democrazia dell’Arte”.
La performance “Poesia poesia, poesia!” rappresenta così un esempio concreto di arte inclusiva, capace di valorizzare talenti, sensibilità e storie personali attraverso la forza della poesia e del teatro.