
L’AQUILA – Dal 18 al 20 maggio 2026 torna Pint of Science, il festival internazionale nato nel 2013 nel Regno Unito e oggi presente in 27 nazioni su cinque continenti. Anche quest’anno la scienza esce dai laboratori per entrare nei pub: in tutta Italia saranno 90 i locali coinvolti in 28 città, con centinaia di incontri pensati per avvicinare il pubblico alla ricerca in modo informale, diretto e accessibile.
La scienza raccontata davanti a una pinta di birra
Il format resta quello che ha reso il festival riconoscibile in tutto il mondo: ogni sera ricercatrici e ricercatori raccontano il proprio mestiere e le proprie passioni, seguiti da domande e confronto con il pubblico. Nessuna distanza, nessuna formalità accademica: solo scienza dal vivo, dialogo e, in mano, una pinta di birra. “Immaginate di sorseggiare la vostra bionda preferita al pub e, tra una chiacchiera e l’altra, scoprire i segreti del DNA o i misteri del cosmo. È questa l’anima di Pint of Science, il festival nato nel 2012 all’Imperial College di Londra quando due ricercatori decisero di ‘liberare’ la scienza dai laboratori per portarla tra la gente. È un’occasione imperdibile per scoprire che la scienza, dopotutto, è un’avventura che ci appartiene profondamente.” — Arianna Massaro, Presidente dell’Associazione Culturale Pint of Science Italia.
Il programma di L’Aquila
L’Aquila sarà tra le protagoniste dell’edizione 2026, con una serie di incontri ospitati nei pub del centro storico – Anbra Anonima Brasseria Aquilana, Bottiglieria Lo Zio e Via Verdi Irish pub – grazie alla partecipazione di ricercatori e ricercatrici provenienti dalle principali istituzioni scientifiche del territorio: INAF Osservatorio Astronomico d’Abruzzo, Laboratori Nazionali del Gran Sasso INFN, Università degli Studi dell’Aquila e Gran Sasso Science Institute, INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara.
“L’Aquila partecipa a Pint da 9 anni e, come sempre, abbiamo puntato su temi che rispecchiano la vocazione interdisciplinare del festival, intrecciando scienza fondamentale, tecnologia e riflessioni sul ruolo della ricerca nella società contemporanea” – afferma Chiara Badia, coordinatrice locale di Pint of Science L’Aquila. “Anche quest’anno sono coinvolti ricercatori e scienziati, studenti e dottorandi, che lavorano nelle principali istituzioni scientifiche del territorio proprio per creare momenti culturali di aggregazione e valorizzare la ricerca e la conoscenza come potenziale locale di sviluppo e crescita sociale, culturale ed economica”.
Il programma 2026 di Pint of Science a L’Aquila si articola in tre serate consecutive, a partire dalle ore 20.30. I nove incontri, che si svolgeranno in tre diversi locali ogni sera, sono organizzati in sei aree tematiche: dalle scienze fisiche e astronomiche alle neuroscienze, dalla biologia umana alle scienze della Terra, fino alle tecnologie emergenti e alle scienze sociali. Un mosaico che restituisce l’immagine di una scienza sempre più connessa alle sfide del presente.
Si parte il 18 maggio con “Perché torniamo sulla Luna?” di Gaetano Di Achille (INAF Abruzzo), dedicato al ritorno dell’esplorazione lunare e alle nuove missioni spaziali. In un altro pub, parleremo invece di “I Disturbi Specifici dell’Apprendimento non sono cose da piccoli!” con Mirco Fasolo (Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara), che affronta i DSA lungo tutto l’arco della vita, tra neuroscienze e falsi miti. Stessa serata per “Fisica a sei corde: libere digressioni sulla fisica della chitarra elettrica” di Gabriele Curci (Università degli Studi dell’Aquila), dove musica e fisica si incontreranno tra onde, elettromagnetismo e suono.
Il 19 maggio si apre con “Ma tu ci credi alle teorie di Majorana? Conversazione (con musica) su decadimenti rari, creazione di materia e neutrini”, con Irene Nutini e Francesco Vissani (INFN): un confronto tra teoria e risultati sperimentali sulla fisica dei neutrini, accompagnato da interventi musicali dal vivo del gruppo Max De Deo & The Phonons. Altro tema affrontato sarà “Dal rumore invisibile ai terremoti: come sveliamo i segreti della Terra?” con Gaetano De Luca, Stefania Tarantino, Federica Di Michele dell’INGV, dedicato alla sismologia moderna, al rumore e allo studio del sottosuolo attraverso dati e modelli digitali. La serata proseguirà con “Come le reti plasmano le nostre vite” di Simone Baldassarri (GSSI), sulle reti complesse come struttura invisibile che connette società e sistemi globali.
Il 20 maggio si parlerà di “Mondi alieni” con Adriano Pietrinferni (INAF Abruzzo), dedicato alla ricerca di pianeti extrasolari e alla possibilità di vita su altri mondi, oltre la Terra. Il talk “Troppi turisti? Capire il turismo nel mondo che cambia” di Maria Giovanna Brandano (GSSI), analizzerà impatti e trasformazioni del turismo contemporaneo. Stessa data e orario, per “Dalla fisica agli alimenti, fino all’archeologia: una tecnologia, mille storie” di Stefano Nisi (INFN LNGS), che mostrerà come le tecniche isotopiche colleghino scienza dei materiali, cibo e patrimonio archeologico.
Un’edizione che conferma Pint of Science come occasione unica per portare la ricerca fuori dai laboratori e dentro la vita quotidiana, tra divulgazione, confronto e partecipazione diretta del pubblico.
Per tutte le informazioni sul programma, gli orari è possibile consultare il sito ufficiale di Pint of Science Italia e seguire l’evento sui canali social. https://pintofscience.it/events/laquila