PESCARA – Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’,in una nota di seguito riportata, denuncia che tra il 20 e il 21 maggio, la pioggia caduta sulla città ha determinato ben 22 ore di sversamenti di liquami nel fiume, ovvero nel mare, senza passare attraverso il depuratore.
Lo sversamento si è reso necessario, a detta della nuova ditta che gestisce l’impianto, per non mandare in tilt la struttura a fronte di un afflusso maggiore di liquami. L’Arta ha effettuato i campionamenti riscontrando valori di 6.400 escherichia coli a monte dello scarico del depuratore, ossia 12 volte superiori al normale.
Né l’Amministrazione comunale, né la Regione Abruzzo, né l’Arta hanno reso noto quanto accaduto.
“Mette i brividi pensare alla stagione estiva che ci aspetta, la terza consecutiva in cui andremo avanti con il balletto dei dati sulla balneazione, dati che ovviamente dovremo andare a cercarci da soli, visto il silenzio che il sindaco Alessandrini ha scelto dal 2015 di far scendere sul problema – ha sottolineato Foschi – annunciando, mesi fa, solo la falsa notizia della costruzione di nuovi depuratori, notizia dissoltasi come neve al sole e puntualmente smentita.
E purtroppo Pescara continua a trascinarsi dietro il dramma:
tra sabato e domenica scorsi, 20 e 21 maggio, il cielo del capoluogo adriatico è stato attraversato da qualche nuvola passeggera con poche gocce di pioggia cadute sulla città. Ma questo, ed è assurdo, ha comunque determinato la necessità, da parte della ditta che oggi gestisce il depuratore di via Raiale, di interrompere il flusso di liquami verso l’impianto, per non mandarlo in tilt, aprendo il bypass a valle e scaricando quei liquami direttamente al fiume senza alcuna disinfezione, salvi i litri di acido peracetico immessi nei fossi.
I dati di cui siamo venuti in possesso solo oggi, a sei giorni di distanza, raccontano che il bypass è stato aperto sabato 20 maggio alle 15.15 e ha continuato a scaricare, ininterrottamente, sino alle 13.40 di domenica 21 maggio, dunque per 22 ore. Non conosciamo la quantità di liquami scaricati, ma sappiamo che l’Arta ha effettuato dei campionamenti di controllo dopo l’evento e che avrebbe riscontrato la presenza di un valore spaventoso di escherichia coli, ben 6.400 a 100 metri a monte dallo scarico del depuratore, 12 volte superiore al limite consentito dalla legge.
Ovviamente su tutto l’episodio è sceso un vergognoso silenzio:
né il sindaco Alessandrini, pure informato della vicenda comunicatagli dall’impresa che gestisce il depuratore, né la Regione Abruzzo, né tantomeno l’Arta, si sono sentiti responsabili e in dovere di comunicare alla popolazione cosa fosse accaduto. Tutt’altro: sono giorni che leggiamo comunicati con cui il sindaco annuncia la firma delle ordinanze per togliere i divieti di balneazione, lanciando messaggi allettanti ai turisti affinché vengano sulle spiagge di Pescara a trascorrere le vacanze estive.
E si dirà che la notizia degli sversamenti è stata tenuta riservata proprio per non ‘rovinare l’immagine di Pescara’, della sua spiaggia, e non interrompere il flusso delle prenotazioni nelle concessioni balneari. Purtroppo il sindaco Alessandrini – ha aggiunto Foschi – finge di non capire che l’immagine di Pescara l’ha demolita lui stesso dall’estate 2015, quando ha permesso a migliaia di turisti di farsi il bagno in un mare in cui si erano scaricati 30milioni di litri di liquami in appena 17 ore.
E continua a demolire l’immagine e l’economia della città ogni qualvolta non informa la popolazione circa i problemi che si verificano nel mare e nel fiume, di fatto cancellando ogni possibile fiducia nella città da parte di residenti e non. Ovviamente – ha informato Foschi – anche quest’ultimo episodio registrato il 20 e 21 maggio entrerà a far parte del faldone degli esposti inviati in Procura”.