
Il Natale in Abruzzo è un intreccio di riti antichi, atmosfere suggestive e sapori autentici che rendono questo periodo dell’anno unico e profondamente legato all’identità del territorio.
Riti e tradizioni popolari
Tra i simboli più affascinanti c’è il Rito del Ceppo, quando nella notte della Vigilia un grosso tronco viene acceso e lasciato ardere per giorni, segno di buon auspicio e continuità familiare. A Lanciano, invece, il 23 dicembre si rinnova la Squilla, con il suono della campana della torre civica che richiama la comunità a una processione e al tradizionale scambio di auguri in famiglia.
Immancabili sono gli zampognari, musicisti itineranti che con i loro costumi e la zampogna portano un’atmosfera di festa nei borghi e nelle città. Suggestivo e di grande richiamo è il Presepe Vivente di Rivisondoli, che il 5 gennaio trasforma la Piana di Piè Lucente in un palcoscenico naturale per la rappresentazione della Natività. A chiudere le festività, la Serenata di Capodanno, con gruppi di cantori e musicisti improvvisati che girano per i borghi augurando un felice anno nuovo.
Tradizioni culinarie
Il Natale abruzzese è anche un viaggio nei sapori. La Vigilia è dedicata al pesce: branzini, orate, anguille e zuppe di mare, con il baccalà mantecato protagonista delle tavole. Il giorno di Natale porta invece piatti di carne, accompagnati dal tradizionale brodo di cardi.
I dolci raccontano la storia delle famiglie e delle feste: i caggionetti, ravioli ripieni di ceci, castagne o mosto; il celebre parrozzo, dolce a base di mandorle e semolino; e i bocconotti, piccoli scrigni di pasta frolla dal cuore goloso. Non mancano le scrippelle ’mbusse, la pizza rustica, le pallottine e i dolci con mandorle e miele, che arricchiscono le tavole di colori e profumi.
Identità e comunità
Il Natale in Abruzzo non è solo festa, ma un momento di condivisione e identità. I riti, le musiche e i piatti tipici diventano un ponte tra generazioni, un modo per custodire la memoria e rafforzare il senso di comunità.