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Montesilvano lancia STAND: nuove narrazioni sull’abitare

Presentato il nuovo progetto europeo STAND: formazione, inclusione e contro-narrazioni per affrontare il problema casa e valorizzare la diversità sociale

da Redazione Abruzzonews

progetto stand montesilvano

MONTESILVANO – Si è svolta in mattinata, nella sala consiliare del comune di Montesilvano, la conferenza stampa di presentazione del progetto Stand (Strengthening towns activaton for new narratives in diversity – rafforzare l’attivazione delle città per nuove narrazioni sulla diversità), che ambisce a decostruire le narrazioni negative, ma soprattutto a supportare gli enti locali nel promuovere quelle positive, che valorizzino le diversità e il contributo delle minoranze alla costruzione della nostra società. Comuni e organizzazioni della società civile, in particolare se impegnate in ambito giovanile, possono avere un ruolo chiave nella creazione e diffusione di narrazioni alternative in grado di promuovere i principi interculturali di uguaglianza, riconoscimento della diversità, interazione e partecipazione. Per farlo, necessitano però di strumenti e competenze adeguati. Con Stand si lavora sulla formazione di personale comunale e membri di associazioni del territorio e poi, con loro, sulla costruzione di nuove narrazioni intorno a quartieri, iniziative, politiche locali che possono essere raccontate diversamente alla cittadinanza.

Ad illustrare il progetto in un proficuo tavolo di lavoro e confronto, il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, l’assessore al Sociale Corinna Sandias, la presidente dell’Azienda Speciale Sandra Santavenere e le dottoresse Ciarcelluti Laura e Liviana Bentivolgio dell’Azienda Speciale per i Servizi Sociali del comune di Montesilvano.

“Stand non è la soluzione al problema abitativo ma è un primo approccio per aprire un dibattito e cercare di dare attraverso la stampa, la comunicazione e l’opinione pubblica, una centralità al tema dell’”abitare”. La difficoltà di trovare casa in affitto sarà il tema che il Comune di Montesilvano ha proposto ai tavoli Icei e all’attenzione del primo incontro che si è tenuto a Parma ed è quello che porterà al Transnational knowledge sharing event (Evento transnazionale di condivisione delle conoscenze), in occasione del secondo seminario del progetto europeo “Stand”, che si terrà in Spagna, a Santa Coloma de Gramenet dal 6 all’8 ottobre 2025. Al seminario in Spagna i partecipanti (per Montesilvano saranno presenti Liviana Bentivoglio e Giulia De Donato Fasoli dell’Azienda Speciale) esamineranno e condivideranno le esperienze delle prime fasi del progetto, con particolare attenzione alle attività di formazione svolte in ciascuna città. Gli esperti contribuiranno con approfondimenti sulle strategie di sensibilizzazione e comunicazione locale, combinando quadri teorici con esercizi interattivi. Segue il primo tenuto a Parma, lo scorso marzo.

Montesilvano, attraverso la sua Azienda Speciale, sarà l’unico comune del Centro-Sud Italia. Gli altri italiani sono: Modena, Olbia, Parma e Reggio Emilia. Per la Spagna aderiscono Bilbao, Castellò de la Plana, Santa Coloma de Gramenet e Salt mentre Barcelos, Loures, Vila Verde e Viseu sono le città portoghesi. La Polonia aderisce con le città di Lublino e Wroclaw. Fra i partner organizzatori l’italiano Istituto di Cooperazione Economica Internazionale (Icei), la spagnola Aci-Diversit, la Rpci Cooperativa del Portogallo e le due città polacche.

Negli ultimi anni sono aumentate le narrazioni negative sulla diversità culturale, l’immigrazione, l’arrivo di rifugiati o la presenza di minoranze etniche e religiose in molti paesi europei. Queste narrazioni, insieme ad altri fattori, alimentano la polarizzazione sociale, generano discriminazioni, razzismo, xenofobia e discorsi d’odio, mettendo a rischio la coesione comunitaria e il successo duraturo delle politiche interculturali. Molte città europee, applicando l’approccio interculturale, promuovono politiche locali che favoriscono l’uguaglianza, l’inclusione e l’antidiscriminazione. Tuttavia, le città incontrano difficoltà nell’accompagnare queste politiche con delle narrazioni che le rafforzino e ne spieghino l’importanza e il valore ai propri cittadini.

A Montesilvano si sta già lavorando da tempo sul problema abitativo, attraverso il coinvolgimento delle associazioni di proprietari nella costruzione delle “Can” (counter and alternative narratives – contro-narrazioni e narrazioni alternative) sull’abitare. L’Azienda Speciale si espone con i proprietari, ma anche pubblicamente su un tema delicato e fondamentale. La collaborazione con i locatori può iniziare su alcuni casi-pilota di difficoltà media, con cui costruire un metodo di lavoro virtuoso e consolidare il rapporto di fiducia reciproca, per passare gradualmente a casi più complessi.

Da primo cittadino della città di Montesilvano non posso che esprimere tutto il sostegno ad un tema di tale rilevanza sociale – ha affermato il sindaco. Un argomento di grande attualità che sta a cuore non solo a me ma a tutta l’amministrazione. Già da consigliere delegato alle politiche della casa, diversi anni fa, ho lavorato tanto per sconfiggere l’occupazione abusiva delle abitazioni e lo scorso anno abbiamo concluso tutte le operazioni di sfratto verso gli occupanti abusivi. Oggi il problema è l’incontro tra domanda e offerta, affittuari e proprietari di immobili. Purtroppo tanti sono i pregiudizi e le limitazioni socio economiche e non è facile far convergere le necessità con le paure e le resistenze. Una delle soluzioni vincenti attuate nel campo dell’Housing, sono gli alloggi condivisi: attualmente ne abbiamo due per gli uomini e uno di prossima inaugurazione per le donne. Sono soluzioni temporanee e di accompagnamento per quanti affrontano un percorso di vita difficile ma risolutori. Per essere più performanti e cercare di arginare il problema abitativo, oltre alla nostra volontà e totale disponibilità, si necessita di misure e provvedimenti a livello regionale e nazionale. Ringrazio tutto il team dell’Azienda Speciale perché tratta tematiche davvero rilevanti, le porta all’attenzione e cerca la risoluzione a problemi davvero ingenti per i cittadini. Il tema dell’abitare, inoltre, si coniuga anche a materie come integrazionee inclusività e posso affermare con certezza e con orgoglio che Montesilvano è una città incusiva, capace di accogliere in modo sano”.

Quali sono i luoghi comuni che hanno reso nel tempo il problema abitativo?
Le risposte più frequenti che ci sentiamo dare sono che le persone disagiate sono precarie e con poca igiene. I proprietari hanno paura della vulnerabilità; vogliono tutelare la loro proprietà. Il conflitto fra proprietari e inquilini sfocia in un silenzio in cui non ci si (e non se ne) parla. I pregiudizi sono reciproci: i proprietari sono spesso anche multiproprietari che preferiscono non affittare perché gli inquilini non pagano.

Un problema che si scontra in alcune realtà con le istituzioni che non vogliono comunicare perché farlo significa prendere delle posizioni e scontentare qualcuno. Oppure non lo sanno fare. Manca una riflessione sulla dimensione collettiva e pubblica del problema. Mancano i canali d’incontro fra domanda e offerta di casa. Oppure la presa in carico della cura dell’immobile, cioè percorsi di accompagnamento ad affittuari appartenenti a fasce deboli. Attraverso una breve presentazione frontale è stato introdotto il concetto di “Can” quale strumento per il contrasto a narrazioni oppressive e i partecipanti hanno lavorato in piccoli gruppi su quattro casi di studio: narrazioni razziste, sessiste, omofobe e abiliste.

“Stand – finanziato dall’Ue e rientrante nei programmi Cerv – nasce da una riflessione che abbiamo fatto due anni fa sul problema casa come enti di prossimità al cittadino – afferma Sandra Santavenere, presidente dell’Azienda Speciale – Quello della casa è un tema caldo: quindi come Azienda abbiamo chiamato tutti i soggetti coinvolti, associazioni di proprietari immobili, di inquilini e Terzo settore, per trovare una soluzione evidenziando le criticità e facendo proposte. Incontri che hanno avuto la sintesi poi in una Delibera definita “Sistema abitare”, approvata nel maggio 2023. Un problema che affrontiamo senza pregiudizi e stereotipi, per dare tutele e supporti a entrambi i soggetti: proprietari e inquilini. Stand è anche un percorso formativo per i soggetti protagonisti, i dipendenti pubblici e anche per i giornalisti invitati a condividere questo nuovo approccio al problema e comunicarlo in maniera meno stereotipata, come ci indica il capofila Icei. Stand non è un progetto calato dall’alto ma ci dà la possibilità di condividere e confrontarci con le varie città europee e non solo sul problema casa scelto da Montesilvano”.

“In qualità di assessore al Sociale, testimonio la difficoltà che la città incontra nel sistema delll’abitare – ha affermato Sandias. Una difficoltà che nasce da tanti fattori, sia sociali che economici ma anche dovuti a pregiudizi e stereotipi sterili. La partecipazione di Montesilvano alla Rete Città del dialogo e l’idea di lavorare su STAND è sicuramente un esempio di “best practice”. Sono orgogliosa del lavoro che quotidianamente l’Azienda con i Servizi sociali svolge in sinergia con il comune, interventi che tamponano situazioni critiche e di emergenza abitativa e non solo. L’idea di partire dal capovolgimento delle narrazioni stereotipate è assolutamente proficua. Il tema dell’housing sociale parte dalle amministrazioni locali che rievano il problema e cercano di fronteggiarlo con le risorse a disposizione ma per arginarlo e dare risposte concrete a tutti coloro che necessitano un aiuto, occorre che al centro dell’agenda politica si insaturi una fattiva collaborazione tra pubblico, privato e associazioni del territorio per scardinare appunto certi stereotipi e pregiudizi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, con l’auspicio che sia a livello regionale che nazionale possano arrivare sostegni e tutele in favore di chi fa fatica ad avere un tetto sulla testa”.

Abitare a Montesilvano: Gli stereotipi su inquilini e proprietari

D’altra parte, le realtà del terzo settore che si occupano di diritto all’abitare evidenziano una serie di narrazioni discriminatorie e penalizzanti nei confronti di un numero impressionante di categorie sociali. Le persone in difficoltà sono colpevolizzate (“se hai perso la casa, è anche colpa tua”) e accusate di aumentare degrado e insicurezza (“portano con sé i loro problemi”). Stranieri, persone in difficoltà economica, famiglie con bambini piccoli, genitori single, giovani in generale sono accusati di non dare sufficienti garanzie. Le famiglie con minori o persone anziane non sono viste di buon occhio, perché non sfrattabili. Il blocco degli sfratti del periodo della pandemia ha contribuito a rafforzare questo timore tra i proprietari, a cui si aggiunge quello per la scarsa cura che gli inquilini potrebbero avere dell’immobile (parzialmente confermata dai servizi sociali che riscontrano a volte una scarsa cultura della manutenzione tra i propri assistiti). Anche i proprietari risultano però vittime di stereotipi e pregiudizi che li vedono come irragionevolmente esigenti e inclini a non rispettare essi stessi le norme (in particolare evadendo le tasse).

Abitare a Montesilvano: il ruolo dei servizi sociali

In città i servizi agiscono in maniera molto capillare, anche con interventi preventivi per le famiglie già in carico. È possibile che questo crei alte aspettative negli utenti, che si trasformano in frustrazione quando i problemi non si riescono a risolvere nel modo sperato (indisponibilità di case popolari o residenze fittizie per mancanza di alloggi).

Negli ultimi anni sono venuti a mancare dei contributi per l’abitare (non comunali), che sono percepiti come una mancanza dell’amministrazione locale. Il settore sociale è poco raccontato quando le cose funzionano, mentre riceve l’attenzione della stampa quando emergono problemi. Il ruolo del Comune e dei Servizi sociali non è percepito come risolutivo della questione abitativa: anche laddove esistono strumenti (come l’ente pubblico si fa garante del pagamento dell’affitto), persiste una certa diffidenza nei confronti dei possibili inquilini che appartengono a categorie vulnerabili. Sarebbe utile raccogliere referenze da proprietari con cui l’Azienda Speciale ha lavorato bene.

Infine, si rileva che le esigenze dell’Azienda Speciale in ambito abitativo, così come l’offerta assistenziale e le tipologie di utenti non sono sempre conosciute dai proprietari degli alloggi e dalle associazioni che li rappresentano, mentre la chiarezza è un elemento imprescindibile nella costruzione di una relazione di fiducia. Un pre-accordo con l’Azienda Speciale della durata di più anni potrebbe essere un incentivo per i proprietari a investire in un progetto di questo tipo.

INTERVENTO DELLA DOTT.SSA LAURA CIARCELLUTI (AZIENDA SPECIALE) SU QUANTO GIA’ FATTO DAL COMUNE DI MONTESILVANO

Per chi non riesca ad accedere all’acquisto o a mantenersi sul mercato privato della locazione, la risposta pubblica tradizionale di contrasto alla povertà abitativa rappresentata dalla casa popolare appare oggi del tutto insufficiente. Le politiche della casa appaiono dunque un ambito particolarmente bisognoso di ricerca e innovazione, ed è proprio per questo che il Comune di Montesilvano, col supporto tecnico dell’Azienda Speciale per i Servizi Sociali, ha inserito nella progettazione sociale un Programma per lo sviluppo di un sistema di Housing sociale integrato che coinvolge in un quadro comune gli attori pubblici e privati del territorio, coniugando politiche sociali, politiche del lavoro e dello sviluppo economico, per realizzare gli obiettivi generali di coesione sociale, sviluppo territoriale e riduzione delle diseguaglianze.

Il patrimonio edilizio privato registra oggi un record di case vuote, abbandonate o sfitte o destinate ad attività turistiche.

Gli interventi a sostegno dell’abitare sono finalizzati a creare un modello di social housing che risponda: ai crescenti bisogni abitativi della fascia di popolazione indebolita nel mercato libero, ma solvibile in quello calmierato; all’insufficiente disponibilità di alloggi comunali o alloggi Erp; alle necessità di creare una sinergia tra pubblico e privato nel mercato delle locazioni.

La risposta deve essere radicata sulla messa in rete di tutte le risorse relative all’housing pubbliche, private e di prossimità, poiché la risposta non può essere limitata alla disponibilità di alloggi residenziali pubblici, ma ampliata al patrimonio immobiliare privato attraverso un modello di mediazione che attua soluzioni sostenibili e favorevoli per le parti.

Destinatari: il progetto è destinato alla cosiddetta fascia grigia, ossia persone già prese in carico dai Servizi sociali, fragili dal punto di vista economico e sociale, appartenenti ad un ceto medio, che si sta impoverendo a causa di fattori di rottura e di crisi spesso imprevisti che non gli permettano di accedere ad una abitazione, quali:

  • chi non ha reddito dimostrabile o garante;
  • chi si separa con conseguente riduzione del reddito;
  • nuclei familiari di lavoratori in mobilità, esodati, disoccupati;
  • nuclei familiari con sfratto esecutivo in atto;
  • anziani soli;
  • giovani a basso reddito;
  • cittadini o nuclei di origine straniera;
  • famiglie monoparentali;
  • nuclei familiari in cui avvengono situazioni di malattia grave o temporanea non autosufficienza;
  • popolazione vulnerabile che non ha redditi così bassi da accedere all’edilizia popolare ma neanche abbastanza alti per ricorrere al mercato libero.

Le azioni previste sono:

  • la creazione di una rete con i partner strategici del territorio attraverso un protocollo d’intesa, parte integrante del nuovo redigendo accordo territoriale tra Comune, associazioni e sindacati rappresentanti degli inquilini e dei proprietari immobiliari;
  • la redazione di Avviso pubblico per il reperimento di appartamenti messi a disposizione da parte di privati, a canoni calmierati; la messa in disponibilità di alloggi confiscati alla criminalità, mafia e assegnati al Comune di Montesilvano a fini sociali e l’apertura di alloggi condivisi; la stipula, ove necessario, di polizze salvaffitti a garanzia delle parti; la previsione di benefici fiscali per i proprietari immobiliari che mettono sul mercato alloggi a canone
  • concordato quale la riduzione Imu e Tari secondo le modalità previste nei regolamenti comunali che verranno gradualmente adeguati.

La chiave del progetto resta quello di ridurre interventi emergenziali e di attuare strategie di accompagnamento, di presa in carico complessa ed integrata dal punto di vista abitativo e lavorativo.