
REGIONE – L’agricoltura abruzzese è in forte difficoltà dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la regione, con danni particolarmente pesanti nelle province di Chieti e Pescara. Coldiretti Abruzzo segnala frane, smottamenti, allagamenti e migliaia di ettari sommersi, con terreni da rilavorare e riseminare. Compromesse le coltivazioni di cereali e le semine autunno-vernine, distrutti gli ultimi ortaggi invernali e danneggiate le prime produzioni stagionali come fragole e fave. Problemi diffusi anche per vivai e serre, mentre la tenuta dei vigneti dipenderà dal rapido ritiro dell’acqua.
Il presidente regionale Pietropaolo Martinelli chiede alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale, ritenuto indispensabile per sostenere le aziende agricole colpite. L’evento si inserisce in un quadro nazionale preoccupante: dall’inizio dell’anno si sono registrati circa trecento eventi estremi, con forte impatto soprattutto nel Sud Italia, confermando una tendenza climatica che mette sotto pressione il settore agricolo.
Di seguito la mappa del maltempo in Abruzzo.
CHIETI
La situazione più critica si registra nella provincia di Chieti, da due giorni zona rossa della Protezione Civile. Si sono registrate precipitazioni eccezionali, con punte fino a 200 mm di pioggia in 48 ore e accumuli nevosi fino a due metri nelle aree montane.
Tutti i principali corsi d’acqua risultano in piena, con esondazioni diffuse nelle vallate dell’Alento, Foro, Sangro, Sinello, Osento, Treste e Trigno. Le aree più colpite sono il Vastese e la Val di Sangro, dove anche a seguito dell’apertura della diga di Bomba si registrano estesi allagamenti: oltre 2.000 ettari di terreni risultano completamente sommersi.
Gravi danni si registrano alle coltivazioni di cereali, ortaggi, vigneti e oliveti, oltre a frutteti (mele, pesche, albicocche) nei comuni della Val di Sangro. Criticità diffuse anche nelle aree collinari, con frane, smottamenti e viabilità compromessa. A rischio anche le attività agrituristiche in vista delle festività pasquali.
PESCARA
Nell’area compresa tra Pescara e Pianella si registrano allagamenti diffusi dei terreni pianeggianti a causa dell’esondazione di fiumi e torrenti con danni a cereali e agli ortaggi. Numerose anche le frane e gli smottamenti nelle aree collinari, in particolare nei comuni di Catignano e Scafa, con danni alla viabilità.
La situazione più critica si registra a Popoli Terme, dove si sono verificati allagamenti estesi e l’evacuazione di alcune zone della cittadina. Nella zona di Sant’Eufemia alcune stalle sono sommerse dalla neve che ha superato i 2 metri. Tra Penne, Loreto Aprutino e l’area vestina si contano numerose frane e terreni agricoli da rilavorare e riseminare soprattutto a cereali. Aperta anche la diga di Penne per il deflusso delle acque.
Al momento non si segnalano danni significativi ad allevamenti e impianti, ma la situazione resta sotto stretta osservazione.
L’AQUILA
Nel territorio aquilano, nonostante le abbondanti nevicate nell’area tra Sulmona, Scanno, Celano e Cocullo, non si registrano al momento danni rilevanti alle colture ma si dovrà aspettare la fine del maltempo per capire realmente la situazione.
Nella zona del Fucino si segnalano danni marginali ad alcuni teli di copertura delle semine, mentre nel resto della provincia non risultano criticità di rilievo per il comparto agricolo.
TERAMO
Al momento non risultano segnalazioni di danni alle colture, ma si registrano precipitazioni intense sulla dorsale adriatica e nevicate nelle aree interne che, se continuano, potrebbero creare diverse difficoltà.
Permangono forti criticità per la viabilità e la sicurezza del territorio, con particolare attenzione alla frana di Silvi e al rischio valanghe nella zona dei Prati di Tivo, dove si è verificato un distacco che ha interessato alcune strutture turistiche precedentemente evacuate.