Conti: ‘Io ho fiducia nelle Istituzioni!’

L’AQUILA – La vecchia fornace Corvaia di Golfarolo di Oricola in provincia di L’Aquila, è un capannone di 10000 mq che non sforna più da lungo tempo cotti e laterizi; più di vent’anni fa infatti, questo stabilimento fu chiuso, abbandonato e da officina di mattoni divenne, a causa della disgregazione delle sue strutture, una “fabbrica” d’ amianto.

La prima volta che vidi il minaccioso e fatiscente capannone, era il 2004, non sapevo che fosse un’ex fornace e non sapevo nemmeno che “producesse” amianto. Ciò nonostante, la vista di quel relitto suscitò subito in me una naturale repulsione per il solo fatto che esso deturpava il paesaggio.

racconta il professor Virgilio Emilio Conti che più volte ha cercato l’attenzione su questa questione e prosegue ricordando:

Alla mia richiesta di cosa fosse quella bruttura qualche residente del villaggio adiacente (La Dacia) mi rispose “sta lì da parecchi anni …è una struttura dismessa che dovrebbe essere demolita …pare vi sia un contenzioso, però c’è un’ordinanza comunale …” Allora, mi dissi, prima o poi la toglieranno, se poi c’è di mezzo il Comune …io ho fiducia nelle Istituzioni. Solo più tardi seppi dell’amianto e delle varie proteste dei residenti che da tempo ne chiedevano la rimozione.

Da un’analisi tecnica dell’Agenzia per l’ambiente si tratta di amianto in matrice friabile del tipo crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu,ossia polveri e microfibre amiantifere liberate dalle aggressioni atmosferiche e poste in aerodispersione:estremamente pericolose, anche a distanze notevoli, per la salute umana e cancerogene se inalate;tutto ciò cominciò ad inquietare il signor conti:

ma sentivo anche dire “stavolta ci siamo …pare che il capannone sia stato messo in vendita …qualcuno si farà carico dello smantellamento di quel fabbricato diroccato e di quel tetto che sta per crollare …”

La preoccupazione si trasformò poi in allarme dal momento in cui appresi che, sempre più frequentemente, si registravano casi di tumore tra gli abitanti della zona. Certo, nulla correlava i casi di malattia alle vie respiratorie con la presenza di amianto ma …i casi erano percentualmente rilevanti ed erano state presentate denunce ed esposti in merito. Provai allora a chiedere spiegazioni all’ufficio ASL di Carsoli, al Comune di Oricola, a semplici cittadini e così venni in possesso della copia cartacea dell’ordinanza del Sindaco la quale mi dette modo di approfondire l’argomento.

Nell’ ultima ordinanza  si evidenziavano rischi e pericoli certificati da ARTA (Agenzia per l’ambiente dell’Abruzzo), si individuavano precise responsabilità, si ordinavano interventi di bonifica e misure di sicurezza. Da questo documento si evinceva inoltre che lo stato di inquinamento del sito ex fornace Corvaia era grave ed allarmante.

Nonostante ciò il signor conti continuava a ripetersi:

il documento che ho sottomano è un atto pubblico ed il Comune dovrà, in un modo o nell’altro, farlo rispettare, magari con l’intervento della forza pubblica o, alle brutte, sostituendosi alla parte inadempiente per poi rivalersi successivamente sulla stessa, il tutto perché il Sindaco in quanto Ufficiale del Governo ha il dovere di tutelare la salute pubblica dei cittadini. Mi dissi ancora io ho fiducia nelle Istituzioni.

Ai trenta giorni stabiliti dall’ordinanza sindacale, come tempo limite d’intervento, si aggiunsero altri mesi di vana attesa:nulla accadeva!

Conti allora, decise di segnalare la vicenda e ad inoltrare ufficiali richieste d’intervento alle amministrazioni competenti quali Comune, Provincia, Regione  ed alle autorità di polizia, non tralasciando di informare né le associazioni ambientaliste nè gli organi di stampa.

A seguito del decreto di citazione in giudizio del proprietario nel procedimento penale da parte della Procura della Repubblica, il Comune di Oricola si costituisce parte civile nel processo. Ad ottobre 2008 si tiene, presso il Tribunale di Avezzano, la prima udienza. A settembre 2009 il Comune vince la causa, il processo si conclude con la condanna del proprietario del sito ad un anno e due mesi di reclusione, per inquinamento ambientale, al pagamento di settemila euro ed al risarcimento delle spese di recinzione; al proprietario viene altresì intimato di bonificare l’area che, intanto, è stata confiscata.

E allora il pensiero di Conti di credere nelle Istituzioni si è rafforzato!

Illusione durata poco in quanto ancora nulla è avvenuto in termini di reale e concreta messa in sicurezza, rimozione dei materiali inquinanti, bonifica del territorio ed è perciò sempre più urgente e indifferibile un intervento risolutivo, nel rispetto della sentenza emessa, delle Ordinanze Sindacali, delle leggi vigenti ed in particolare del Decreto Legislativo 152/2006 in materia di rifiuti pericolosi.

Però, sarà per i menzionati risultati conseguiti, sarà per la vicinanza di alcuni giornalisti, sarà per i messaggi colmi di moniti e raccomandazioni che i vari enti coinvolti hanno scambiato tra loro e mi hanno indirizzato, sarà per gli impegni promissori del Sindaco di Oricola …io credo nella possibilità, ormai prossima, di portare a buon compimento questa vicenda e ciò rafforza vieppiù il mio già dichiarato convincimento: io ho fiducia nelle Istituzioni

continua ad affermare Conti e conclude:

Il passo attraverso cui le disposizioni previste nelle tante citate carte saranno finalmente tradotte in rimozione dell’amianto, smaltimento dei materiali pericolosi e bonifica del territorio sarà tutt’altro che formale e rafforzerà davvero nell’animo dei cittadini, dei residenti, dei contribuenti e degli elettori quella fiducia che talvolta essi sentono vacillare.

Conti: ‘Io ho fiducia nelle Istituzioni!’ ultima modifica: 2010-11-06T09:04:31+00:00 da Annarita Ferri