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Grandinata nel Teramano, Radica (ALI): “Servono fondi straordinari”

Angelo Radica, presidente ALI Abruzzo, chiede fondi straordinari e il riconoscimento della calamità naturale dopo la grandinata del 21 luglio

da Marina Denegri

ali abruzzo

REGIONE – La richiesta di interventi urgenti dopo la violenta grandinata del 21 luglio nel Teramano si fa sempre più pressante. A sostenerla è Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, che rilancia l’appello arrivato da cittadini, imprese, organizzazioni e rappresentanti istituzionali. Secondo Radica, è indispensabile prevedere fondi straordinari per aiutare un territorio duramente colpito da un evento meteorologico che ha causato danni ingenti e diffusi.

Radica sottolinea come il primo passo debba essere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, un percorso che richiede l’impegno congiunto di Regione Abruzzo e governo nazionale. “Occorre che entrambe le istituzioni svolgano pienamente il proprio compito”, afferma, evidenziando la necessità di attivare rapidamente misure concrete. Tra queste, la possibilità che la Regione stanzi fondi ad hoc, disponibili nel più breve tempo possibile, per sostenere famiglie e attività produttive.

Il presidente di ALI Abruzzo invita però a guardare oltre l’emergenza immediata. La frequenza con cui si verificano fenomeni meteorologici estremi, e la loro crescente intensità, impongono una riflessione sugli strumenti di tutela oggi a disposizione. Le coperture assicurative, spesso insufficienti di fronte a danni così estesi, non bastano più. Per questo Radica propone di valutare la creazione di meccanismi regionali attivabili rapidamente, capaci di distribuire risorse in presenza di specifiche condizioni e tipologie di danno.

In questo quadro, i Comuni potrebbero assumere un ruolo strategico: diventare collettori delle istanze, raccogliendo caso per caso le segnalazioni dei cittadini e delle imprese, e contribuendo a rendere più efficiente la gestione delle emergenze.

La posizione di Radica si inserisce in un dibattito sempre più attuale, che riguarda la resilienza dei territori e la necessità di strumenti moderni per affrontare eventi climatici estremi. Una sfida che l’Abruzzo, ancora una volta, si trova ad affrontare con la forza delle sue comunità e la richiesta di risposte rapide e concrete da parte delle istituzioni