
PESCARA – La seconda edizione del Convegno Nazionale “Unica nel suo genere – Parliamo di Medicina di Genere e Violenza di Genere” si è conclusa all’Auditorium Petruzzi di Pescara, confermando la centralità del tema nel dibattito sanitario e sociale contemporaneo. L’evento, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pescara e aperto alla cittadinanza, si è svolto il 19 e 20 giugno 2026, con accreditamento ECM e una partecipazione ampia e qualificata di professionisti della salute, istituzioni, mondo accademico, ordini professionali, associazioni e rappresentanti della società civile.
Ad aprire i lavori sono state Maria Assunta Ceccagnoli, Presidente dell’Ordine dei Medici di Pescara e Coordinatrice nazionale FNOMCeO del Gruppo di Lavoro contro la violenza sulle donne e sui minori, e Anna Maria Cardone, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Pescara. Nel corso delle due giornate sono intervenute numerose autorità, tra cui il Presidente nazionale FNOMCeO Filippo Anelli, il Magnifico Rettore dell’Università “G. d’Annunzio” Liborio Stuppia, il Segretario nazionale FNOMCeO Roberto Monaco, il Delegato FNOMCeO per la Medicina di Genere Franco Lavalle, il Direttore Sanitario della ASL di Pescara Rossano Di Luzio, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pescara Adelchi Sulpizio, oltre ai Presidenti degli Ordini professionali e ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni impegnate nella tutela delle persone più fragili.
Tra gli interventi più intensi quello del Presidente FNOMCeO Filippo Anelli, che ha richiamato l’attenzione sulla violenza come emergenza sociale e come realtà che coinvolge quotidianamente i professionisti della sanità. Ricordando le dottoresse Maria Monteduro, Roberta Zilli, Paola Labriola, Eleonora Cantamessa, Barbara Capovani e Maddalena Carta, Anelli ha sottolineato come il diritto alla sicurezza sia un principio irrinunciabile: «Chi entra al lavoro deve avere la certezza di poter tornare a casa. I luoghi di cura devono essere luoghi di accoglienza e tutela, ma anche luoghi sicuri per chi vi opera». Ha inoltre ribadito il valore del Servizio sanitario nazionale come patrimonio collettivo fondato sulla presa in carico della persona e sulla responsabilità condivisa.
La prima giornata, dedicata alla medicina di genere, ha approfondito un approccio oggi indispensabile per garantire cure appropriate e personalizzate. Dopo la relazione introduttiva di Franco Lavalle, si sono susseguiti interventi su patologie cardiovascolari, formazione, presenza femminile nei percorsi universitari, disordine temporo‑mandibolare, differenze di genere nelle malattie respiratorie e medicina di genere in odontoiatria. «La medicina di genere non è ancora conosciuta e applicata come dovrebbe», ha evidenziato Ceccagnoli. «Rappresenta uno strumento indispensabile per una medicina equa e appropriata. E accanto a questo, la violenza di genere resta una delle emergenze sociali più rilevanti. Formare professionisti capaci di riconoscere i segnali di fragilità è fondamentale, così come costruire una cultura del rispetto che coinvolga l’intera comunità.»
La seconda giornata ha affrontato il tema della violenza di genere nelle sue molteplici manifestazioni: violenza assistita, ruolo dei centri antiviolenza, sindrome del bambino scosso, prevenzione, imprenditoria femminile, percorsi per uomini autori di violenza e importanza del linguaggio. Sono intervenuti, tra gli altri, Daniela Gagliardone, Danilo D’Addazio, Rita Greco, Gennaro Strever, Stefania Bosco, Luca Battaglia e la Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Marina Marinucci, offrendo prospettive complementari su un fenomeno che richiede un’azione condivisa tra sanità, istituzioni, scuola, mondo del lavoro, giustizia e informazione.
«Parlare di parità di genere significa creare le condizioni perché ogni persona possa essere realmente libera», ha ricordato Anna Maria Cardone. «Significa riconoscere anche forme di violenza meno evidenti, come quella economica, che limita l’autonomia delle donne. La prevenzione passa da un cambiamento culturale profondo che coinvolga donne e uomini, valorizzi la condivisione delle responsabilità familiari e promuova il rispetto reciproco.»
Nel corso della giornata sono intervenuti anche Rossano Di Luzio, che ha ricordato l’impegno della ASL di Pescara nella rete territoriale contro la violenza di genere, e l’Assessore Adelchi Sulpizio, che ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno durante tutto l’anno, valorizzando il lavoro del Centro Antiviolenza Ananke, del Centro per Uomini Autori di Violenza e dei progetti di sostegno alle donne vittime di maltrattamenti.
Il Convegno ha confermato l’impegno dell’Ordine dei Medici di Pescara nella promozione di una cultura sanitaria attenta alle differenze di genere, alla tutela dei diritti, alla prevenzione della violenza e alla formazione continua dei professionisti. Una visione che punta a rafforzare la collaborazione tra sanità, istituzioni, università, ordini professionali, associazioni e cittadini, per costruire una società più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone.