
SILVI – L’ASD Circolo Tennis Silvi torna a intervenire sulla gestione dei due campi da tennis comunali, alla luce del recente chiarimento pubblicato dall’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione il 17 marzo 2026. Il documento, approvato dal Consiglio l’11 marzo, ribadisce in modo chiaro la piena applicabilità dell’art. 5 del D.Lgs. 38/2021, parte della Riforma dello Sport, nei casi in cui un’associazione sportiva senza fini di lucro presenti una proposta di riqualificazione di un impianto sportivo.
Secondo ANAC, la norma si applica quando:
l’ente locale riceve una sola proposta da parte di un’ASD/SSD;
la proposta è corredata da progetto preliminare e piano di fattibilità economico-finanziaria;
l’impianto necessita di riqualificazione o ammodernamento;
l’iniziativa persegue finalità di aggregazione e inclusione sociale;
il valore dell’affidamento è sotto soglia comunitaria.
Tutte condizioni – sottolinea l’ASD Circolo Tennis Silvi – rispettate nelle quattro proposte presentate al Comune nelle date 07/10/2024, 10/12/2024, 19/03/2025 e 12/05/2025. Proposte che, secondo l’associazione, l’Amministrazione comunale avrebbe ignorato, scegliendo percorsi alternativi costosi e inefficaci.
Il risultato, evidenzia il Circolo Tennis Silvi, è sotto gli occhi di tutti:
impianto chiuso da mesi,
struttura sempre più degradata,
risorse pubbliche spese inutilmente per pareri legali e incarichi professionali,
nessun finanziamento ottenuto e nessun intervento avviato.
L’associazione ricorda che la propria proposta avrebbe garantito apertura immediata, gestione e riqualificazione dei campi da tennis, nel pieno rispetto della legge e a beneficio della comunità. Per questo chiede al sindaco e agli assessori competenti una risposta pubblica e trasparente, ribadendo la disponibilità a gestire l’impianto secondo quanto previsto dalla normativa.
Con l’estate alle porte, l’ASD Circolo Tennis Silvi solleva un interrogativo diretto: quali decisioni intende prendere ora l’Amministrazione, dopo il chiarimento “tombale” dell’ANAC?
Un documento firmato dal presidente Giuseppe Busia, giurista di riconosciuta autorevolezza, che – sottolinea l’associazione – non può essere ignorato.
La chiusura è affidata a una nota ironica ma pungente: la speranza è che, in Comune, nessuno confonda ANAC con ENAC, per evitare di tornare a parlare di “asini che volano”.