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Abruzzo, riunione su Hantavirus: Regione pronta alla sorveglianza

Riunione con Asl e laboratori: nessun allarme, ma attivate misure di sorveglianza, diagnosi e prevenzione secondo linee guida nazionali

da Marina Denegri
Riunione Hantavirus

Riunione Hantavirus – Foto Regione Abruzzo

PESCARA – Una prima riunione informativa sull’Hantavirus si è svolta a Pescara su iniziativa dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, con l’obiettivo di condividere il quadro aggiornato della situazione e le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. All’incontro hanno partecipato i vertici del Dipartimento regionale, dell’Agenzia sanitaria, dell’Istituto Zooprofilattico Abruzzo‑Molise, insieme ai direttori generali e sanitari delle Asl, ai responsabili dei laboratori di microbiologia e ai referenti dei servizi di igiene e delle unità di malattie infettive.

L’assessore Verì (nella foto) ha ribadito che non esiste alcun allarme e che l’Oms non ha previsto restrizioni a viaggi o spostamenti, ma la Regione intende farsi trovare pronta in caso di eventuali contagi. Durante la riunione sono state analizzate le procedure per la sorveglianza epidemiologica, la tracciabilità dei viaggiatori e la gestione dei casi sospetti.

Gli specialisti presenti hanno concordato sulla necessità di non sottovalutare il rischio, pur ritenuto molto basso, e di predisporre una circolare regionale che definisca gli aspetti organizzativi relativi alla sorveglianza umana, alla diagnostica, al tracciamento e alle misure di prevenzione e controllo. Il documento sarà allineato alle linee guida ministeriali, aggiornate costantemente in base all’evoluzione internazionale.

Il laboratorio di Microbiologia dell’ospedale di Pescara, diretto da Paolo Fazii, e i laboratori dello Zooprofilattico di Teramo hanno già dato disponibilità a garantire diagnosi rapide e sicure. Verì ha ricordato che si tratta di attività precauzionali, analoghe a quelle avviate in altre regioni, sottolineando come l’Abruzzo abbia già dimostrato capacità di gestione durante la pandemia, quando il sistema sanitario regionale ha preso in carico oltre 700mila casi.