Entro la fine di quest’anno sarà avviata una ricerca, affidata al CNR di Pisa, per valutare e monitorare il fenomeno del gioco d’azzardo nella regione Abruzzo. Lo ha deciso la giunta abruzzese approvando, nel luglio scorso, il Piano Regionale 2017-2018 sul gioco d’azzardo patologico (GAP).
Il fenomeno del gioco patologico è cresciuto nel tempo di pari passo con la diffusione del gioco legale in Italia tanto da raggiungere dimensioni preoccupanti. La proliferazione delle sale giochi e delle slot machine sul territorio nazionale pare non arrestarsi. E non si tratta solo di gioco fisico. Anche il settore del gioco online è in continua e veloce espansione ed è fin troppo semplice aderire ad una delle tante offerte promozionali di bonus per il casino che si possono rintracciare su internet per ritrovarsi con una sala giochi a dimensione domestica o a portata di telefonino.
Il Piano Regionale, che stanzia per il biennio circa 2 milioni e 200mila euro, prevede, in prima battuta, di acquisire una mappa dettagliata del fenomeno a livello regionale attraverso la ricerca affidata al CNR per poi costituire un Osservatorio coinvolgendo medici, professionisti, psicologi, operatori del terzo settore, docenti e studenti delle scuole, imprenditori del settore per renderli parte attiva nella realizzazione delle varie fasi di attuazione del Piano.
Elemento principale e portante del Piano è quello del rafforzamento del sistema dei Serd (Servizi Pubblici per le Dipendenze) presenti in ciascuna Asl ai quali affidare la presa in carico delle persone a rischio ludopatia garantendo al contempo un sistema di monitoraggio e di allerta sempre attivo e presente sul territorio.
Gli interventi del Piano Regionale a livello territoriale prevedono, tra le altre cose, iniziative pubbliche per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo; azioni d’informazione e sensibilizzazione sulle conseguenze derivanti dal gioco d’azzardo da realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado nella regione; percorsi di formazione, aggiornamento e qualificazione degli operatori del settore; sostegno delle attività delle organizzazioni del privato sociale senza scopo di lucro impegnate nella prevenzione; azioni, anche di tipo legislativo, per disincentivare il gioco d’azzardo nei centri commerciali.
Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il gioco d’azzardo in Italia, nel 2016, ha sviluppato un giro d’affari complessivo di circa 95 miliardi di euro. Le entrate per l’erario sono state pari a 10,5 miliardi. Gli abruzzesi hanno speso per giocare quasi 2 miliardi di euro e più della metà di questa cifra (1,2 miliardi) è stata utilizzata per giocare alle slot machine e alle più pericolose e moderne Vtl, terminali multigioco che permettono di giocare cifre che vanno da 0,50 centesimi a 10 euro e accettano pagamenti in monete, banconote, ticket e schede prepagate, a differenza delle normali slot machine sulle quali è possibile effettuare puntate solo in monete che variano generalmente da 0,50 centesimi a 2 euro. L’anno scorso, tra vecchie slot machine e nuove Vtl, gli italiani hanno speso complessivamente una cifra che si avvicina ai 50 miliardi di euro, quasi la metà di quanto è stato bruciato in gioco d’azzardo. La provincia dell’Aquila detiene il triste primato di essere quella con più slot machine e apparecchi Vlt in Italia: uno ogni 83 abitanti.