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Abruzzo nuova destinazione luxury 2026 secondo il Global Wellness Institute

L’Abruzzo conquista il turismo di fascia alta grazie a natura autentica, silenzi rari e viaggi lenti e attira il mercato internazionale

da Marina Denegri

Giovannelli

REGIONE – L’Abruzzo entra ufficialmente tra le nuove destinazioni del lusso per le vacanze 2026, secondo il Global Wellness Institute e gli ultimi festival internazionali del turismo di lusso di Cannes. A confermarlo è Giammarco Giovannelli (nella foto), presidente di Confcommercio Abruzzo, che sottolinea come la regione stia emergendo nel panorama del turismo luxury internazionale grazie a un mix unico di autenticità, natura incontaminata e qualità dell’accoglienza.

Secondo il Global Wellness Institute, il concetto di lusso nel 2026 si allontana dalle mete patinate e dal semplice sfarzo per abbracciare un’idea più profonda di benessere: luoghi autentici, silenziosi, non sovraesposti e ricchi di natura vera. Ed è proprio qui che l’Abruzzo si distingue.

Perché l’Abruzzo è la nuova meta del turismo di lusso

Giovannelli evidenzia come una parte crescente del pubblico più facoltoso stia cercando destinazioni insolite ma straordinarie, lontane dal turismo di massa e dalle estati roventi del Mediterraneo. L’Abruzzo risponde perfettamente a questa domanda grazie a:

Parchi nazionali estesi e biodiversità rara in Europa

Montagne autentiche, altipiani e laghi interni

Borghi silenziosi e non ancora saturi di flussi turistici

Aree interne con cieli stellati e inquinamento luminoso minimo

Paesaggi sonori naturali, sempre più ricercati nel turismo wellness

Il nuovo viaggiatore luxury non cerca più di “accumulare esperienze”, ma di abitarle: preferisce treni lenti ai voli rapidi, itinerari che diventano parte del viaggio, luoghi dove la lentezza è un privilegio e non un limite.

Acqua, silenzio e autenticità: i nuovi codici del lusso

Il Global Wellness Institute sottolinea come l’Abruzzo offra un elemento distintivo: l’acqua naturale. Non piscine scenografiche, ma fiumi, sorgenti e laghi di montagna, simboli di un lusso più ruvido e meno costruito.

Un altro fattore chiave è il silenzio, definito “santuario sonoro”: campane che segnano il tempo, vento tra gli alberi, acqua che scorre. Un patrimonio immateriale che oggi rappresenta un valore altissimo per il turismo di fascia alta.

Gli operatori del settore parlano sempre più spesso di “territori vergini”, luoghi non standardizzati, dove l’esperienza non è preconfezionata ma richiede ascolto, adattamento e partecipazione. L’Abruzzo incarna perfettamente questa filosofia.

Una strategia pubblico-privata per l’Abruzzo luxury

Alla luce di questo riconoscimento internazionale, Giovannelli ribadisce l’importanza di una programmazione territoriale condivisa, capace di migliorare accoglienza, servizi e infrastrutture. L’obiettivo “Abruzzo luxury” è ambizioso, ma rappresenta una straordinaria opportunità per l’economia turistica regionale.

Un ruolo decisivo sarà svolto anche dall’ITS Abruzzo Turismo e Cultura, che contribuirà alla formazione di figure professionali qualificate, indispensabili per sostenere un’offerta turistica di alto livello.