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Teramo, l’A.N.D.E. Abruzzo propone la mostra “Le donne della Repubblica”

La presidente A.N.D.E. Abruzzo Laura Quaresimale auspica l’arrivo a Teramo della mostra A, dedicata agli 80 anni di conquiste femminili

da Marina Denegri

Quaresimale

TERAMO – Portare anche in Abruzzo, e in particolare a Teramo, la mostra “Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA 1946‑2026”: è l’auspicio espresso dalla presidente dell’A.N.D.E. Abruzzo, l’avvocato Laura Quaresimale, dopo la premiazione del direttore dell’ANSA Luigi Contu, avvenuta a Roma il 5 giugno su iniziativa della Presidenza nazionale dell’Associazione.
Secondo Quaresimale, il riconoscimento conferito al direttore Contu valorizza una mostra di grande significato culturale e civile, capace di raccontare – attraverso immagini, documenti e cronache giornalistiche – il ruolo decisivo delle donne nella storia repubblicana italiana.

L’esposizione, curata dalla storica Silvia Salvatici e realizzata a partire dagli archivi dell’ANSA, è attualmente visitabile a Roma, al Complesso di Vicolo Valdina, in piazza Campo Marzio 42, fino al 30 giugno. Il percorso ripercorre ottant’anni di vita democratica, dal 2 giugno 1946, quando le donne votarono per la prima volta a livello nazionale contribuendo alla nascita della Repubblica. Un racconto che intreccia memoria, diritti e partecipazione civica.

«Come A.N.D.E. Abruzzo – spiega Quaresimale – riteniamo che questa esposizione meriti di essere conosciuta anche nei territori. Auspichiamo che Teramo possa essere inserita tra le tappe di un eventuale tour nazionale, offrendo alla cittadinanza, alle scuole e alle nuove generazioni un’occasione preziosa di memoria, riflessione e partecipazione democratica». Un invito che punta a trasformare la città in un luogo di confronto sui temi dell’uguaglianza e della cittadinanza attiva.

«L’Abruzzo, e Teramo in particolare, potrebbero offrire un contributo significativo a questo percorso – conclude la presidente – ospitando un’iniziativa capace di parlare soprattutto ai giovani. In un tempo segnato da crescente disaffezione verso il voto, ricordare il 2 giugno 1946 significa richiamare il valore di un diritto conquistato e la responsabilità di esercitarlo»