PESCARA – Pescara Colli, l’8 giugno, la Festa della Madonna dei Sette Dolori ha trovato nella voce di Silvia Mezzanotte il suo momento più luminoso. Non una semplice esibizione, ma un racconto musicale che ha attraversato epoche, emozioni e ricordi, intrecciando i successi dei Matia Bazar con omaggi ai grandi interpreti italiani. La piazza, gremita e attenta, ha accolto l’artista con un calore che ha trasformato ogni brano in un dialogo diretto, quasi confidenziale.
La voce di una protagonista che attraversa generazioni
La serata si è aperta con l’impatto immediato di Ti sento, “uno dei capolavori storici che ha fatto il giro del mondo”, come ha ricordato la cantante. “Ho dovuto fare tanti provini prima di poter diventare la loro voce”, ha aggiunto, introducendo un viaggio musicale senza pause, costruito come un flusso continuo. Silvia che freddo, “scritta con Grazia Verasani e legata alle mie fragilità”, ha portato un’intimità sospesa, mentre Solo tu ha acceso la piazza con entusiasmo.
Il concerto ha toccato una delle sue vette emotive con Col tempo imparerò, dedicata a Mia Martini: “Una delle voci più intense che l’Italia abbia mai conosciuto. Ho avuto modo di stare con lei ai tempi in cui facevo la corista e di conoscere la donna, non solo l’artista”. Un momento di silenzio e gratitudine, in cui la voce della Mezzanotte si è fatta carezza e ferita insieme. Subito dopo, l’atmosfera si è scaldata con Brivido caldo, “il mio brano d’esordio con i Matia Bazar”, per poi vibrare con l’energia anni Ottanta di Elettrochoc.
Il pubblico ha cantato con lei Per un’ora d’amore e si è lasciato trasportare dalla poesia di C’è tutto un mondo intorno, mentre Piccoli giganti ha riportato in scena la delicatezza melodica del repertorio storico della band.
Omaggi, emozioni e la forza dei grandi cantautori
Tra gli omaggi più sentiti, Non abbiam bisogno di parole di Ron, cantata da tutta la piazza come un unico coro, e soprattutto La cura, interpretata con un’intensità che ha reso omaggio alla profondità di Franco Battiato. “Sono sempre stata ispirata dai cantautori, dal loro modo di descrivere l’amore: l’Eros delle farfalle nello stomaco e il Pragma, quello che arriva con la conoscenza e la consapevolezza”, ha spiegato l’artista.
La parte finale del concerto è stata un crescendo: Aria ha mostrato tutta la potenza vocale della cantante, Stasera… che sera ha riportato leggerezza, La prima stella della sera ha aggiunto dolcezza. Poi l’esplosione di Cavallo bianco e l’attesissima Vacanze romane, accolta da un applauso lungo e affettuoso, come si fa con i classici che non invecchiano.
Il finale ha intrecciato eleganza e sentimento: Una ragione di più, omaggio a Ornella Vanoni, e Messaggio d’amore, che ha illuminato la piazza come un abbraccio collettivo. A chiudere, Dedicato a te, un saluto che ha lasciato nell’aria la sensazione di un incontro vero, non solo musicale.
Silvia Mezzanotte ha confermato ancora una volta la sua capacità di trasformare ogni palco in un luogo di emozione condivisa. La sua voce, limpida e potente, ha attraversato generazioni e ricordi, restituendo alla Festa della Madonna dei Sette Dolori un momento di grande qualità artistica e di profonda partecipazione popolare.
Foto a cura di Roberto di Blasio







