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Riscaldamento globale: studio UniAQ–CNR rileva un’accelerazione dal 2013-2014

Accelerazione del riscaldamento globale dal 2013-2014: il tasso di aumento delle temperature è raddoppiato nell’ultimo decennio

da Marina Denegri

Temperature medie mensili con le tendenze ricavate dall'analisi di Triacca e Pasini mediante un modello continuo lineare a tratti.

L’AQUILA – Diversi studi internazionali stanno cercando di capire se il riscaldamento globale stia vivendo una fase di accelerazione. Tuttavia, la presenza di fattori naturali legati alla variabilità climatica annuale,  come l’oscillazione del Pacifico associata a El Niño, rende complessa l’interpretazione delle tendenze globali, producendo risultati spesso contrastanti.

In questo contesto si inserisce una nuova ricerca condotta dall’Università dell’Aquila e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR (Cnr‑Iia), pubblicata sulla rivista internazionale Climate. Lo studio applica un metodo statistico avanzato all’analisi delle serie di temperature medie globali, evidenziando un risultato chiave: dal 2013-2014 il tasso di aumento delle temperature ha subito un’accelerazione netta, con una crescita quasi raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti.
Il punto di svolta: dal 2013-2014 il riscaldamento accelera

«Siamo partiti da un recente studio internazionale che individuava un possibile cambio di passo nel riscaldamento globale, ma la metodologia utilizzata non garantiva risultati affidabili», spiega Umberto Triacca, del Dipartimento DISIM dell’Università dell’Aquila e primo autore dell’articolo.

Applicando una tecnica statistica più robusta, i ricercatori hanno individuato un chiaro punto di cambiamento: prima del 2013-2014: 0,16–0,18 °C per decennio; dopo il 2013-2014: 0,34–0,42 °C per decennio

Un’accelerazione che risulta coerente in tutte le serie di dati analizzate, provenienti dai principali centri di ricerca mondiali: NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley Earth ed ERA5.

Verso l’identificazione delle cause

«I nostri risultati sono estremamente solidi e mostrano un’accelerazione inequivocabile», sottolinea Antonello Pasini (Cnr‑Iia), autore corrispondente dello studio.

Il passo successivo sarà collegare questo cambiamento alle sue cause potenziali, naturali o antropiche, analizzando altre variabili come: emissioni di aerosol solfati, modifiche nella riflettività del pianeta, alterazioni nei sistemi climatici globali.

Queste analisi saranno integrate con modelli dinamici e strumenti di intelligenza artificiale per comprendere meglio l’evoluzione del sistema climatico.

L’urgenza dell’azione

«In un contesto in cui osserviamo un nuovo cambiamento ma non ne conosciamo ancora le cause specifiche, diventa fondamentale intervenire su ciò che possiamo controllare: ridurre l’impatto umano sulle temperature globali», conclude Pasini.