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Carmina Burana a Plovdiv: Jacopo Sipari dirige il capolavoro di Orff nel Teatro Romano

Il 25 giugno i Carmina Burana risuonano nel Teatro Romano di Plovdiv: Jacopo Sipari dirige l’imponente produzione dell’Opera

da Marina Denegri

Jacopo Sipari

PLOVDIV – Il 25 giugno, nel cuore della Bulgaria antica, il Teatro Romano di Filippopoli a Plovdiv tornerà a vivere grazie alla potenza travolgente dei Carmina Burana di Carl Orff, affidati alla direzione del Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli e alle masse artistiche dell’Opera di Plovdiv. In uno dei luoghi più suggestivi del Paese, costruito tra il 114 e il 117 d.C. e ancora oggi custode di una bellezza intatta, musica, danza e immagini si fonderanno in un’unica esperienza immersiva, capace di trasformare un capolavoro del Novecento in un rito collettivo sotto il cielo balcanico.

L’allestimento, monumentale e visionario, porta la firma della coreografa Boryana Sechanova e del visual artist Petko Tanchev, che intrecciano movimento, scenografia e multimedia in un linguaggio scenico contemporaneo, fedele allo spirito di Orff, per il quale ritmo e danza sono la matrice originaria della musica. Orchestra, solisti, coro, corpo di ballo e coro di voci bianche saranno tutti coinvolti in una produzione totale, arricchita da un poderoso impianto percussivo che amplifica la forza primitiva della partitura.

Per il Maestro Jacopo Sipari, questo appuntamento ha un valore speciale: celebra infatti i dieci anni di collaborazione con il teatro bulgaro. «Dirigere i Carmina Burana qui, per la prima volta, è un’emozione che si aggiunge a un percorso artistico che considero casa», racconta. «È un’opera che ha segnato la mia carriera: il mio primo grande concerto al Teatro Greco di Siracusa fu proprio questo capolavoro». Accanto a lui, le voci di Lucía Abad, Ivo Yordanov e Alexander Baranov, sostenute dai cori preparati da Atanaska Popova e Tsvetan Tsvetkov.

La musica di Orff, costruita su ventiquattro testi medievali tratti dal manoscritto di Benediktbeuren, conserva un fascino che attraversa i secoli. È una musica fisica, diretta, quasi rituale, che affonda le radici nei ritmi popolari bavaresi e nella coralità arcaica, ma parla con un linguaggio sorprendentemente moderno. Il suo segreto sta nella forza del ritmo, nella ripetizione ipnotica, nella semplicità apparente che diventa energia collettiva. O Fortuna, che apre e chiude l’opera, è il simbolo di questa visione circolare del destino: un’umanità sospesa tra gioia e caducità, travolta dalla ruota della Fortuna.

L’allestimento di Plovdiv promette di restituire tutta la potenza teatrale dei Carmina Burana, trasformando il teatro romano in un grande spazio scenico dove Medioevo e contemporaneità si incontrano. È un viaggio nella musica e nella storia, un’esperienza che unisce monumentalità e intimità, tradizione e innovazione, e che conferma ancora una volta la capacità di Orff di parlare al presente con una voce antica e modernissima allo stesso tempo.