PESCARA – Si è svolta ieri mattina la cerimonia di commemorazione del Giorno del Ricordo a cui hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Pescara Luigi Albore Masca, il Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa,il prefetto Vincenzo D’Antuono, rappresentanti di tutte le Forze dell’Ordine, gli assessori Nicola Ricotta e Marcello Antonelli, il consigliere regionale e capogruppo comunale Pdl Lorenzo Sospiri, il vicecapogruppo Armando Foschi, il consigliere comunale Vincenzo D’Incecco, il consigliere provinciale Camillo Savini, il Presidente della Camera di Commercio Daniele Becci e il consigliere della Circoscrizione Castellamare Benedetto Gasbarro.
Il sindaco ha evidenziato la valenza della cerimonia ricordando che le Foibe sono state una tragedia che ha sconvolto il popolo italiano. Per troppi anni è stata colpevolmente ignorata, lasciata nel silenzio, sino a quando i nostri esuli hanno iniziato a raccontare, a rivivere, a ripercorrere un capitolo drammatico della nostra storia. Una tragedia che Pescara ha voluto commemorare in modo solenne promuovendo un’iniziativa di rilievo alla quale hanno partecipato decine di studenti e la città stessa che con emozione hanno seguito la funzione religiosa e la deposizione delle corone nella piazza che nel 2001 l’amministrazione comunale del sindaco Pace ha realizzato presso la rotonda del Rampigna. E’ nostro preciso dovere onorare la memoria dei nostri fratelli vittime delle Foibe, così come già è stato fatto lo scorso 27 gennaio in occasione della Giornata della Memoria con le vittime della Shoah.
Alle 10.30 è iniziata la funzione religiosa presso la chiesa dello Spirito Santo, officiata dal vicario generale. Ad aprire la cerimonia è stato Mario Diracca, Presidente dell’Associazione esuli Venezia Giulia-Dalmazia, il quale ha ricordato :
il terrore vissuto nei giorni delle Foibe, le difficoltà che gli istriani e i dalmati hanno dovuto affrontare una volta esiliati in Italia, difficoltà pure fronteggiate con la felicità comunque di essere in patria. Ma ricordo soprattutto le persecuzioni, i massacri, le angherie: essere italiani significava essere ‘fascisti’ e soggetti da eliminare fisicamente, a partire dai rappresentanti dello Stato, ossia Carabinieri e Guardia di Finanza, Polizia e Vigili urbani, sacerdoti, giudici e chiunque avesse prestato servizio all’Italia. E poi l’esilio di 350mila persone sradicate dalla propria terra e ignorate per sessant’anni da una politica vile.
Subito dopo la funzione religiosa, accompagnata dal Coro Polifonico della Polizia municipale, si è snodato il corteo verso il Cippo sistemato in piazza Martiri Giuliano-Dalmati, presso la rotonda del Rampigna, dove, dopo la benedizione e la lettura della Preghiera dell’Esule, il sindaco Albore Mascia e il Presidente Testa hanno deposto le due corone ai piedi del Cippo.
Ha ricordato il sindaco:
Pescara è forse stata tra le prime città italiane, già negli anni ’90, a commemorare in modo adeguato il dramma delle Foibe , con la partecipazione della comunità di esuli che vive nel capoluogo adriatico, tanto da dedicare a quegli italiani una piazza della città. Poi, dal 2004, con l’istituzione del Giorno del Ricordo, la presenza dei cittadini è divenuta sempre più numerosa, con il forte coinvolgimento anche delle scuole e degli studenti che hanno fame di conoscenza, che vogliono apprendere i dettagli di una vicenda che fa purtroppo parte della storia d’Italia e che pure spesso non riescono a rintracciare neanche nei propri manuali.
Abbiamo visto oggi la partecipazione della città in una chiesa e in una piazza gremite: è un dovere per le Istituzioni ricordare le vittime di tutte le follie e i genocidi che hanno sconvolto l’umanità, come la Shoah o le Foibe, attribuendo a ciascuno di tali eventi eguale dignità perché gli italiani che sono stati vittime di quelle tragedie non hanno colore politico, ma sono solo donne, uomini, che hanno subito una barbarie.

