Lo sostiene il promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ riferendosi all’ annuncio di stop al bando per la progettazione definitiva del completamento della filovia
PESCARA – “Fermare il bando per affidare la progettazione del completamento della filovia è semplicemente assurdo, istituzionalmente e amministrativamente irresponsabile e politicamente ingiustificabile e inaccettabile. Impedire il completamento stesso della filovia significa giocare con la salute della gente: con la riapertura al
traffico di corso Vittorio Emanuele, voluta e perpetrata dal Pd-sindaco Alessandrini, i valori delle polveri sono tornati ad alzarsi ben oltre i limiti di legge e la giunta comunale e quella regionale, anziché affrettarsi a rendere operativa quella rete di trasporto pubblico di massa a zero emissioni, al fine di ridurre il numero delle auto private che entrano a Pescara ogni giorno, fanno a gara per adottare misure che incentivano quegli ingressi. Prima hanno eliminato le isole pedonali, oggi fermano la filovia e intanto i residenti di viale Bovio e via Nazionale Adriatica nord muoiono soffocati dai gas di scarico. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ esprime la propria dura condanna contro una decisione scellerata e facciamo appello al Presidente della Tua, D’Amico, affinchè, tralasciando le inevitabili pressioni di parte, sappia fare una valutazione obiettiva, pensando esclusivamente al bene e all’interesse di tutta la città, e non solo di un piccolo quartiere, rifiutandosi di bloccare il bando di gara e mandando avanti la progettazione della filovia”.
A dirlo è l’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, che per primo aveva ufficializzato, lo scorso 30 ottobre, la pubblicazione del bando per la progettazione definitiva del secondo e terzo lotto di completamento della filovia.
“Pensavamo che finalmente anche il Pd avesse deciso di cominciare a governare a favore di Pescara, e invece ci ritroviamo dinanzi ai soliti giochetti della vecchia politica, in cui vince chi urla di più – ha commentato -. Pescara ha indiscutibilmente bisogno di un trasporto pubblico di massa veloce, a zero impatto ambientale, che sappia collegarla con Montesilvano e proiettarla verso sud-ovest, pensando alle direttrici per Chieti o Francavilla al Mare. E ne ha bisogno per dare un contributo concreto all’abbattimento dello smog e dei livelli delle polveri prodotti dai gas di scarico specie nel centro cittadino, ma anche in strade come viale Bovio, via Nazionale Adriatica nord, via Marconi, via D’Annunzio, dove si soffoca. Le proiezioni hanno dimostrato che
con la filovia, che transiterà su un percorso dedicato, è possibile collegare Pescara e Montesilvano in meno di 10 minuti, abbattendo i tempi di percorrenza degli autobus ed eliminando il passaggio dei pullman e delle vetture private che si fermerebbero nei parcheggi di scambio del Palacongressi di Montesilvano e, in futuro, sulla Nazionale a sud. I risultati immediati sarebbero quelli di favorire gli accessi verso Pescara, agevolando gli spostamenti in città con un mezzo pubblico veloce e a basso costo, e riducendo i congestionamenti oggi prodotti dal traffico privato, restituendo la città ai pedoni e favorendo il passeggio. Del resto non bisogna dimenticare che quella che viene oggi inopportunamente definita ‘strada-parco’, ovvero l’ex tracciato ferroviario, è nata proprio per ospitare una filovia e anche i finanziamenti europei ricevuti agli inizi del 2000 erano finalizzati alla costruzione della filovia, non certo a creare un asse pedonale riservato ed élitario per chi abita lungo via Castellamare, lasciando soffocare nello smog chi vive o lavora tutt’attorno. Purtroppo – ha ricordato ancora Fiorilli – questi dati concreti e inconfutabili sono stati strumentalizzati dal Pd e dal centro-sinistra che hanno sposato per anni la protesta di alcuni residenti e hanno per anni promesso di bloccare un’opera che, invece, non può e non dev’essere bloccata. Per questo abbiamo salutato con un plauso la decisione della stazione appaltante, la Tua, che lo scorso 30 ottobre ha sbloccato la procedura e pubblicato il bando di gara per affidare la progettazione definitiva del secondo e terzo lotto, ripartendo dal progetto preliminare del febbraio 2013-governo di centro-destra. In sostanza si prevede che la filovia, lasciata la strada-parco, prosegua su corso Vittorio Emanuele, via Marconi, quindi un braccio svolterà in via Conte di Ruvo-via Tiburtina, sino ad arrivare all’aeroporto-Sambuceto; l’altro braccio deve proseguire in via Italica, via Misticoni, via Lo Feudo, via della Bonifica, via Pantini, quindi via Nazionale Adriatica sud, dove è previsto un parcheggio di scambio. Dinanzi alla gara però si è riacceso, com’era prevedibile, il ‘rigurgito’ della protesta del Comitato anti-filovia, pochi cittadini per la verità, ai quali il Governatore D’Alfonso sarebbe pronto a piegarsi, per logiche a noi sconosciute, arrivando al blocco del bando di gara, ovvero della filovia. Un blocco, come sempre, che avrà come unica conseguenza quella di rallentare e ritardare, di nuovo, un’opera irrevocabile, in nome di modifiche inattuabili, specie dopo che già sono stati installati, sulla strada-parco, pali e fili, pagati con i soldi dei cittadini. Oggi qualunque modifica azzardata, significherebbe esporre la città a un ricorso alla Corte dei Conti con le relative conseguenze finanziarie. E tutto questo per accontentare pochi cittadini, tutti residenti sulla strada-parco, a discapito dell’interesse collettivo. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace – ha aggiunto Fiorilli – chiede al Presidente della società Tua D’Amico di farsi parte responsabile e diligente in una vicenda assurda e di non fermare la gara d’appalto. Se il Presidente D’Alfonso ritiene di poter apportare delle modifiche in corso d’opera, non ha alcuna ragione per chiedere il blocco della progettazione, che può tranquillamente andare avanti. In caso contrario la sua sarà una decisione dissennata non contro la politica, né contro un progetto, ma contro la città di Pescara e le cui responsabilità ricadranno interamente sulle sue spalle”.