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Leo Brocchi replica ai consiglieri Ruggero e Rossi

da Redazione Abruzzonews

L’assessore all’Urbanistica: “L’uso, la gestione delle Sale Comunali ha un costo per la collettività, ed è equo oltre che doveroso che chi ne fruisca contribuisca alla copertura di tali costi”

MONTESILVANO (PE) – «Complimenti alla nuova coppia satirica Ruggero – Rossi ed al manifesto cafonal che pare abbiano diffuso nelle scorse ore, con una greve metafora farmacologica da far rimpiangere l’avanspettacolo dell’Ambra Jovinelli. Peccato che una Pubblica Amministrazione abbia l’obbligo legale di coprire i costi di un servizio, a meno che non si tratti di servizi pubblici qualificati come essenziali. L’uso, la gestione delle Sale Comunali ha un costo per la collettività, ed è equo oltre che doveroso che chi ne fruisca contribuisca alla copertura di tali costi, segnatamente in un periodo di grave congiuntura per le finanze comunali. Spiegassero il contrario all’Autorità contabile, se ci riescono ».

Replica così l’assessore Leo Brocchi ai consiglieri Ruggero e Rossi in merito alle novità relative al regolamento delle sale comunali.

«I consiglieri Ruggero e Rossi dimenticano che il Regolamento su cui oggi puntano le loro censure qualunquistiche è stato approvato con i voti favorevoli di maggioranza e opposizione sia in sede di Commissione Consiliare che in Consiglio Comunale. Avrebbero potuto sollevare le loro perplessità durante la fase di approvazione del Regolamento, che – quale fonte normativa espressione del principio democratico cui dimostrano d’essere intolleranti – vincola anche coloro che dimostrino di non gradirla, proprio come avviene per leggi, che si applicano a tutti, anche ai dissenzienti. La denominazione “Abruzzo Civico” sta d’altronde a rappresentare garanzia di civiltà giuridica e democratica, non certo deroga alle regole o privilegio. Se l’amico Lino non dovesse esserne convinto, due sono i rimedi: 1) formare un gruppo autonomo come contestatore integralista; 2) in alternativa, ottenere la deroga cui tanto pare ambisca, recarsi da un notaio e, in via eccezionale per Montesilvano, ridenominare la formazione “Abruzzo Cinico”, con la garanzia di essere compreso anche dalle persone estranee alla sua claque».