
CARSOLI – L’edizione 2026 del Ju Buk Feminist Festival prende forma ancora una volta da Carsoli, luogo che negli anni è diventato una delle sue radici simboliche. Qui, sabato 19 luglio alle 17.30, nella sede dell’associazione Il Mondo in una Stanza, si terrà il primo appuntamento di Aspettando Ju Buk, un preludio che introduce temi, voci e visioni della nuova stagione del festival femminista e antifascista che attraversa l’Abruzzo trasformando la letteratura in spazio di incontro e libertà.
Protagonista dell’incontro sarà la scrittrice e ricercatrice brasiliana Claudileia Lemes Dias, tra le tre grandi autrici internazionali ospiti del festival. Presenterà il suo libro Morfologia delle passioni (Giovane Holden Edizioni), una raccolta di racconti che esplora le emozioni più profonde dell’esperienza femminile, tra vergogna, paura, desiderio, resilienza e possibilità di rinascita. A dialogare con lei sarà Eleonora de Nardis Giansante, direttrice artistica del festival, mentre la presenza di Stefania Pezzopane aggiungerà una dimensione civile e politica all’incontro, nel solco del suo impegno sui diritti e sulla parità.
L’appuntamento non è una semplice presentazione editoriale: è il primo passo di un percorso culturale che Ju Buk costruisce ogni anno intrecciando letteratura, memoria e territori. L’edizione 2026 approfondisce il dialogo tra le donne del Mediterraneo e dell’America Latina, unite da storie di migrazione, lavoro, resistenza e ricerca di libertà. In questo orizzonte, la scrittura di Lemes Dias si inserisce naturalmente: attraversa continenti e culture, mette in relazione biografie individuali e vicende collettive, e restituisce la complessità dei rapporti di potere che influenzano le passioni e le scelte delle donne.
Morfologia delle passioni è un’opera che si muove in sintonia con lo spirito del festival, raccontando protagoniste reali, attraversate da contraddizioni e domande, lontane da ogni idealizzazione. Le loro storie diventano luoghi di riflessione etica e politica, senza scorciatoie narrative, restituendo la densità dell’esistenza femminile contemporanea. È una letteratura che parla un linguaggio universale: quello della dignità, della libertà e della consapevolezza.
Il festival prosegue anche il suo percorso “sulle orme della memoria e della transumanza”, scegliendo di raccontare i territori come luoghi di attraversamento e incontro. La transumanza diventa metafora di identità che si muovono, si trasformano, si contaminano senza perdere le proprie radici. Le protagoniste di Lemes Dias sembrano percorrere gli stessi sentieri simbolici: portano con sé memorie, ferite e speranze, trasformando ogni esperienza in possibilità di conoscenza reciproca.
L’incontro di Carsoli inaugura così un nuovo viaggio culturale che porterà il pubblico a confrontarsi con autrici provenienti da diversi Paesi, confermando la vocazione internazionale del festival e la sua capacità di costruire ponti tra esperienze lontane solo in apparenza. Sarà un pomeriggio dedicato ai libri, ma anche alla riflessione civile, all’ascolto e al dialogo: un’occasione per riconoscersi nelle storie degli altri e per ribadire che la letteratura resta uno spazio di libertà e resistenza.
Ogni storia raccontata è un frammento di memoria restituito al presente. Ogni voce di donna che prende parola contribuisce a costruire un futuro più giusto, più libero e più umano