
REGIONE – A dieci anni dalla sequenza sismica dell’Italia centrale del 2016–2017, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) avvia un programma di iniziative dedicate alla memoria, alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione del vasto patrimonio di dati raccolti durante e dopo l’emergenza. Un progetto che nasce per raccontare il lavoro svolto dal Dipartimento Terremoti e per offrire al pubblico strumenti aggiornati e accessibili per comprendere la complessità di quegli eventi.
Il cuore dell’iniziativa è la pagina web “La sequenza sismica in Italia centrale”, da cui si accede a diversi percorsi di approfondimento. Tra questi, la story map “I forti terremoti in Italia centrale nel 2016–2017”, un itinerario interattivo che combina mappe, contenuti multimediali e linguaggi diversi per ripercorrere la lunga sequenza sismica e la risposta operativa dell’INGV, impegnato al fianco del Sistema nazionale di protezione civile.
Un altro tassello centrale è “Custodi di Memoria”, iniziativa che invita chi ha vissuto in prima persona i terremoti del 2016–2017 a condividere testimonianze che confluiranno nella prima mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia. Un progetto partecipativo che unisce scienza, memoria collettiva e narrazione dei territori.
La pagina ospita anche una sezione dedicata agli articoli scientifici e divulgativi pubblicati negli anni dai ricercatori e dalle ricercatrici dell’INGV, insieme ai contributi più recenti, consultabili per argomento. Il percorso sarà arricchito ogni settimana da nuovi contenuti, per approfondire temi diversi legati alla sismicità, al monitoraggio e alla ricerca.
Accanto ai materiali testuali, il sito propone ulteriori strumenti di conoscenza: una timeline che orienta nella successione degli eventi, l’animazione della sequenza sismica, una fotogallery, una videoteca e una raccolta di report e pubblicazioni. La pagina è in costante aggiornamento e ospiterà anche nuovi percorsi, tra cui una serie dedicata al decennale del video podcast “Inside – dentro il mondo della ricerca e del monitoraggio”, con le testimonianze di chi ha operato sul campo durante l’emergenza.
Un progetto che unisce divulgazione, memoria e ricerca, pensato per mantenere vivo il racconto di una delle sequenze sismiche più importanti della storia recente italiana.