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Export Abruzzo 2025: vola L’Aquila, rallentano Chieti e Pescara

Export Abruzzo oltre 7,8 miliardi nei primi 9 mesi del 2025: +9%. L’Aquila cresce del 51%.. Boom del chimico-farmaceutico

da Marina Denegri

cresa

REGIONE – Secondo l’elaborazione CRESA sui dati Istat, nei primi nove mesi del 2025 l’export dell’Abruzzo supera i 7,8 miliardi di euro, pari all’1,6% dell’export italiano. La crescita del +9% rispetto allo stesso periodo del 2024 è più che doppia rispetto al +4% nazionale, confermando la vitalità del sistema produttivo regionale.
Andamento provinciale: L’Aquila vola, Pescara e Chieti rallentano

Il quadro territoriale è molto eterogeneo:

L’Aquila è la provincia più dinamica: +51% su base annua, 2,2 miliardi di euro e 28% dell’export regionale. Un risultato che consolida il trend positivo degli ultimi anni.

Pescara registra un calo del -6%, fermandosi a 475 milioni di euro (6% del totale).

Chieti, storicamente locomotiva dell’export abruzzese, scende a 3,8 miliardi (49% del totale) con un -2%.

Teramo cresce leggermente (+1%) e raggiunge 1,3 miliardi (17% del totale).

Negli ultimi cinque anni cambiano profondamente i pesi provinciali:

L’Aquila passa dal 12% del 2020 al 28% del 2025.

Teramo oscilla tra il 15% e il 20%, per poi stabilizzarsi al 17%.

Pescara resta stabile intorno al 6%.

Chieti scende dal 66% al 49%, segnando un declino strutturale.

Crollo dei mezzi di trasporto

Per anni l’Abruzzo è stato trainato dall’automotive del Val di Sangro. Dal 2020 al 2025 il comparto scende da circa il 50% a meno del 30% dell’export regionale.
Le cause principali:

crisi del settore auto a livello globale

transizione green

inflazione e calo della domanda

delocalizzazioni industriali

La flessione pesa soprattutto su Chieti, dove i mezzi di trasporto rappresentano ancora il 52% dell’export provinciale, pur in calo di 17 punti rispetto al 2020.

Boom del chimico-farmaceutico

A compensare il calo dell’automotive è il settore chimico-farmaceutico, che passa dall’11% al 27% dell’export regionale (Italia: dal 17% al 20%).
Protagonista assoluta è L’Aquila, che produce:

84% dell’export chimico-farmaceutico abruzzese

23% dell’export totale regionale

un settore che vale l’81% dell’export provinciale

Metalmeccanico ed elettronico: stabilità

Il comparto metalmeccanico ed elettronico resta stabile (dal 17% al 18%), con quote pari a circa la metà della media italiana.

Tra il 2020 e il 2025:

L’Aquila scende dal 23% al 17%

Teramo dal 22% al 21%

Pescara dal 13% all’11%

Chieti cresce dal 42% al 52%

Made in Italy: crescita ma peso ancora ridotto

Il made in Italy abruzzese (agroalimentare, moda, accessori) sale dal 12% al 15%, ma resta sotto la media nazionale (21%).

Contributi provinciali:

Teramo: dal 34% al 41%

Chieti: dal 46% al 40%

Pescara: dal 13% all’11%

L’Aquila: dal 6% all’8%

Mercati di destinazione dell’export abruzzese

Europa prima destinazione, ma l’Abruzzo guarda all’America

La maggior parte dell’export regionale è diretto verso:

UE: 47% (Italia: 52%)

Europa non UE: 11% (Italia: 15%)

Nord America: 28% (Italia: 12%)

Asia: 6% (Italia: 13%)

Differenze provinciali

L’Aquila esporta l’80% verso il Nord America, trainata dai farmaceutici (92% del totale provinciale).

Chieti concentra le vendite in Europa (UE 58%, extra-UE 17%), soprattutto mezzi di trasporto e metalmeccanica.

Teramo esporta il 71% verso l’UE, con forte presenza di made in Italy e chimico-farmaceutico.

Pescara distribuisce l’export tra UE (47%), Europa extra-UE (13%), Nord America (11%) e Asia (16%), con particolare peso dell’Est asiatico per il chimico-farmaceutico.