
L’AQUILA – È deceduto nel sonno questa mattina il professor Antonino Zichichi, nato a Trapani nel 1929 da antica famiglia ericina. Aveva fondato nel 1963 il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, era stato promotore nel 1982 della Dichiarazione di Erice per la Pace, aveva ideato i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di cui è stato presidente, scoperto l’antideutone al CERN di Ginevra ed era professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna. Aveva tre figli, cinque nipoti e una pronipote.
Tra le sue eredità scientifiche più rilevanti vi è l’ideazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, divenuto, ad oggi, il centro di ricerca sotterraneo più importante al mondo per la fisica astroparticellare. L’intuizione di sfruttare la montagna del Gran Sasso come filtro naturale per i raggi cosmici ha reso il territorio abruzzese sede di un’infrastruttura di ricerca di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale come punto di riferimento per la ricerca di frontiera.
“Antonino Zichichi ha segnato un’epoca straordinaria per la scienza e la divulgazione scientifica in Italia. La sua intuizione di realizzare i Laboratori Nazionali del Gran Sasso ci lascia come immensa eredità i più importanti laboratori di fisica sotterranea del mondo, dove migliaia di scienziati da tutte le più importanti organizzazioni scientifiche internazionali partecipano a ricerche di fisica delle astroparticelle” dichiara Ezio Previtali, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. “L’idea che un centro di ricerca internazionale come i LNGS sia il crocevia di scienziati che, pur provenienti da varie realtà, culture e istituzioni, collaborano insieme nella ricerca fondamentale si sposa con l’attività che il Prof. Zichichi ha sempre perseguito. Una visione che interpreta la scienza anche come mezzo di diplomazia che consente ai popoli di dialogare attorno ad un obiettivo comune” conclude.
Antonino Zichichi è stato uno dei protagonisti italiani della fisica delle alte energie, professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1977 al 1982, direttore e fondatore, nel 1963, del Centro interdisciplinare per la cultura scientifica “Ettore Majorana” a Erice: Zichichi ha rappresentato una delle voci più appassionate della cultura scientifica del secondo Novecento.
“Con la scomparsa di Nino Zichichi, l’INFN e l’intera comunità scientifica perdono una figura di straordinaria energia e visione”, commenta Antonio Zoccoli, Presidente dell’INFN. “Zichichi è stato un uomo di scienza straordinariamente curioso ed entusiasta, capace di muoversi con autorevolezza nei grandi scenari della ricerca internazionale e, al tempo stesso, di guardare con lungimiranza allo sviluppo delle infrastrutture scientifiche del nostro Paese. Da Presidente dell’INFN ha contribuito in modo decisivo al rafforzamento dell’ente, e a lui si devono l’idea e la realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi riconosciuti tra i centri di ricerca più importanti al mondo e parte integrante della nostra storia. Fondatore e anima del centro interdisciplinare per la cultura scientifica “Ettore Majorana”, ha fatto di quel luogo un laboratorio di dialogo tra scienziati di Paesi diversi, convinto che la cooperazione scientifica potesse essere uno strumento concreto di diplomazia e di costruzione della pace. Sempre costante è stato il suo impegno nel costruire ponti tra scienza, cultura e società, nella convinzione che la ricerca fondamentale non sia solo un’impresa tecnica, ma un pilastro del progresso umano. In questo momento di lutto, l’INFN si stringe attorno alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso con lui il cammino della ricerca.”
Dopo gli anni di formazione a Palermo, e i primi anni tra il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra – dove nel 1965 dirige il gruppo di ricerca che osserva per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone – Zichichi si impone come una figura di riferimento nei grandi laboratori internazionali. Numerosi e fondamentali sono i suoi risultati, le sue scoperte e altrettanto importanti le sue invenzioni, tra cui quella del circuito elettronico per la misura dei tempi di volo delle particelle subnucleari.
Molti grandi progetti della fisica internazionale sono legati al suo nome: il progetto LEP a LHC, il progetto HERA a DESY, il progetto dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso all’INFN. Ha guidato numerosi esperimenti di rilievo nella fisica delle particelle elementari e ricoperto incarichi di responsabilità a livello europeo (Presidente della Società Europea di Fisica) e nazionale (Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal 1977 al 1982). Ha guidato il Comitato NATO per le Tecnologie di Disarmo e ha rappresentato la CEE nel Comitato Scientifico del Centro Internazionale di Scienza e Tecnologia di Mosca.
Dal 1986 è stato presidente del World Lab, un’associazione che sostiene progetti scientifici in paesi in via di sviluppo. È stato Presidente della World Federation of Scientists, del Museo Storico della Fisica e del Centro Studi e Ricerche “E. Fermi”. Gli sono stati conferiti oltre sessanta premi e onorificenze in Italia e all’estero.