Home » Agricoltura » Dazi USA, allarme per l’Abruzzo: export Made in Italy a rischio

Dazi USA, allarme per l’Abruzzo: export Made in Italy a rischio

Il dazio del 30% minacciato dagli USA mette a rischio l’export agroalimentare.CIA Abruzzo chiede interventi urgenti per tutelare olio, vino e pasta

da Marina Denegri

coldiretti Abruzzo

REGIONE – In Abruzzo, terra di eccellenze gastronomiche e tradizioni agricole secolari, la notizia dell’ipotesi di un dazio del 30% sui prodotti agroalimentari italiani da parte degli Stati Uniti sta provocando grande preoccupazione. A denunciarlo con forza è Nicola Sichetti, presidente di CIA – Agricoltori Italiani Abruzzo, che evidenzia come una simile misura colpirebbe duramente proprio una regione che negli ultimi anni ha investito con successo sull’export verso il mercato americano.

L’olio extravergine d’oliva, i vini Montepulciano e Trebbiano, la pasta artigianale, il pecorino e i prodotti da forno: sono solo alcuni dei tesori alimentari abruzzesi che oggi viaggiano oltreoceano, portando con sé il sapore e l’identità del territorio. Secondo i dati aggiornati, nei primi nove mesi del 2024, l’export agroalimentare abruzzese ha raggiunto quota 606 milioni di euro, con una crescita dell’11,2% rispetto all’anno precedente. Di questi, ben 125 milioni sono diretti negli Stati Uniti, con un incremento sorprendente del 36%.

Il legame con il mercato americano non è solo economico, ma anche culturale: i consumatori statunitensi mostrano un crescente apprezzamento per i prodotti di qualità provenienti dall’Abruzzo, sinonimo di autenticità, gusto e sostenibilità. Un dazio del 30% rischierebbe di frenare bruscamente questa crescita, minacciando la stabilità di aziende piccole e medie che sull’export basano una parte fondamentale della loro redditività.

Emblematici i numeri del Montepulciano d’Abruzzo, con 190 milioni di euro di export, di cui 42 destinati agli USA — un raddoppio rispetto all’anno precedente. Anche la pasta artigianale abruzzese ha segnato risultati notevoli, con quasi 200 milioni di euro esportati, in aumento del 15,4% nel solo mercato americano.

Sichetti non usa mezzi termini: “Colpire questi settori significa mettere a rischio non solo i fatturati, ma anche gli investimenti, i posti di lavoro e la reputazione costruita all’estero con anni di impegno e sacrifici”.

Per questo, l’appello rivolto alle istituzioni italiane ed europee è chiaro: serve una reazione forte e coordinata per evitare una guerra commerciale che danneggerebbe l’intero comparto agroalimentare. CIA Abruzzo chiede l’apertura di tavoli di confronto a livello regionale e nazionale, e l’adozione di misure straordinarie a tutela delle imprese esportatrici.

L’Abruzzo non può permettersi di arretrare ora: dopo aver conquistato una posizione di rilievo sui mercati internazionali, è il momento di difenderla con determinazione.