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Agricoltura, CIA Chieti-Pescara: “Senza reddito il pieno al trattore non basta”

CIA Chieti-Pescara lancia l'allarme. Bomba: gli aiuti al gasolio sono utili, ma il futuro delle aziende dipende dai redditi

da Marina Denegri

cia agricoltori italiani chieti-pescara

REGIONE – Gli aiuti per contrastare il caro gasolio sono importanti, ma non bastano a risolvere le difficoltà dell’agricoltura. È la posizione di CIA-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, espressa dal presidente Domenico Bomba, che invita a riportare il confronto sui temi centrali della redditività delle imprese agricole, del futuro della filiera vitivinicola e della riforma della Politica agricola comune dopo il 2027.

Secondo Bomba, il sostegno economico ai carburanti deve essere accompagnato da interventi strutturali capaci di garantire alle aziende agricole margini adeguati e prospettive di crescita. «Un trattore con il pieno non rende remunerativo un raccolto venduto sottocosto», sintetizza il numero uno dell’organizzazione.

Calano le imprese agricole tra Chieti e Pescara

I dati della Camera di Commercio relativi al secondo trimestre 2026 evidenziano una contrazione del comparto agricolo nelle province di Chieti e Pescara. Rispetto all’anno precedente si registrano 199 imprese in meno nel Chietino (-1,8%) e 75 in meno nel Pescarese (-2%), per un totale di 274 aziende perse in dodici mesi.

Per CIA il dato rappresenta un campanello d’allarme che impone una riflessione sulle condizioni economiche delle aziende ancora operative e sulla capacità del settore di attrarre le nuove generazioni.

Vino, costi in crescita e prezzi in calo

Particolare attenzione viene rivolta alla filiera vitivinicola, uno dei comparti strategici dell’economia agricola abruzzese. L’organizzazione richiama gli indicatori nazionali ISMEA che mostrano una flessione dell’11,3% dei prezzi all’origine del vino, a fronte di un aumento dell’8,9% dei costi dei mezzi correnti di produzione.

Secondo CIA è necessario aprire un confronto regionale sul valore riconosciuto alle produzioni, sui tempi di pagamento delle uve conferite, sulla liquidità delle cantine e sulla valorizzazione delle denominazioni, per garantire una maggiore sostenibilità economica alle aziende.

Olio e irrigazione, pesa il nodo dei costi

Situazione delicata anche per il settore olivicolo. Gli indicatori nazionali segnalano una riduzione del 42% dei prezzi all’origine dell’olio d’oliva rispetto all’anno precedente, mentre i costi produttivi continuano ad aumentare.

A queste criticità si sommano le problematiche legate all’approvvigionamento idrico, alla gestione del rischio climatico e alla necessità di investimenti continui per mantenere competitività ed efficienza aziendale.

Bonifica e acqua, CIA chiede programmazione

Tra le priorità indicate dall’associazione c’è il tema della bonifica e dell’accesso all’acqua. Bomba chiede alla Regione Abruzzo maggiore trasparenza sui finanziamenti destinati ai consorzi di bonifica, con un quadro chiaro delle somme stanziate, di quelle già erogate e delle risorse ancora da liquidare.

Per CIA la stagione irrigua 2027 deve essere programmata fin da ora, definendo interventi prioritari, coperture finanziarie e tempi di realizzazione, così da consentire agli agricoltori di pianificare con certezza le proprie attività.

PAC post 2027 e redditività al centro

L’organizzazione agricola individua quattro priorità per il futuro del comparto: redditività della filiera vitivinicola, accesso all’acqua e funzionamento della bonifica, liquidità e gestione del rischio d’impresa, difesa delle risorse e dell’autonomia della Politica agricola comune oltre il 2027.

«Il nostro metro di giudizio resta uno solo: quanto reddito rimane all’agricoltore», conclude Bomba, sottolineando che gli aiuti pubblici sono utili ma devono tradursi in benefici concreti e duraturi per le imprese.