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Chieti, no a un impianto di messa in riserva di rifiuti a Santa Filomena

da Marina Denegri

L’Amministrazione: “Impensabile realizzare la struttura in un’area senza avere né il titolo, né l’autorizzazione del Comune per procedere”

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CHIETI – No della Giunta comunale alla realizzazione e la gestione di un impianto di messa in riserva di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, per cui Formula Ambiente, società di gestione del servizio, ha avanzato una richiesta di autorizzazione regionale. L’area è quella dell’ex rimessa filoviaria di Santa Filomena, di proprietà comunale oggi affittata all’azienda, in spazi attualmente destinati a parcheggi e area di manovra.

“Siamo andati a fondo all’argomento e si è giunti all’intenzione del Comune di non autorizzare alcun tipo di impianto in una zona già oberata, senza un puntuale studio di carico urbanistico e ambientale – chiarisce il sindaco Diego FerraraPer questo abbiamo adottato in giunta una delibera che mette nero su bianco il nostro diniego alla richiesta e all’impianto e ne motiva le ragioni. Dall’istruttoria si evince chiaramente la necessità di un cambio di destinazione d’uso degli immobili per attivare un procedimento che appare così viziato sin dalla sua nascita per una somma di ragioni formali e tecniche. Infatti il contratto di locazione vieta espressamente all’art. 5 di destinare l’immobile a un uso diverso da quello stabilito, senza preventiva autorizzazione scritta del locatore, così come non dà titolo al gestore di cambiarla, perché si tratta di competenze che sono riservata per legge al Consiglio Comunale. Per questo abbiamo reso ancora più chiaro il nostro no, alla luce anche del fatto che presto la governance del settore andrà all’Autorità di Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani della Regione Abruzzo, di cui i Comuni sono parte e all’Agir sarà a breve trasferito per legge l’esercizio delle competenze in materia di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio, di conseguenza la richiesta è anche intempestiva. Per tali e tante ragioni ci aspettiamo che anche la Regione confermi tali ostatività, rispetti la volontà del Comune e del territorio e abbia quale priorità la tutela di una zona di città che è già storicamente segnata. A tale proposito, come ultima, ma non marginale questione, c’è il fatto che dalla proposta progettuale non si evince con certezza l’analisi dell’eventuale incremento del carico urbanistico, igienico ed ambientale. È dovere degli organi di governo di una città agire con forte attenzione a tutela del territorio e della popolazione, evitando fughe in avanti di soggetti pubblici e privati di soggetti che gestiscono materie delicate come l’ambiente”.

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