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Caro energia, CNA: costi in aumento di 16,5 miliardi per famiglie e imprese

Secondo la CNA il caro energia ha già generato 16,5 miliardi di euro di costi aggiuntivi.. Record per benzina, gasolio ed energia elettrica

da Marina Denegri

Dario Costantini

ROMA – Il caro energia continua a pesare sui bilanci di famiglie e imprese italiane. Secondo l’ultimo monitoraggio della CNA, aggiornato al 30 settembre, dall’inizio del conflitto in Iran l’aumento dei prezzi energetici ha generato un aggravio stimato in circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai valori medi registrati a febbraio.

La voce che incide maggiormente è quella dei carburanti. Il maggior costo sostenuto per benzina e gasolio è infatti compreso tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro, pari a quasi la metà dell’intero aumento. Seguono l’energia elettrica, con un impatto stimato tra 5,8 e 6 miliardi di euro, e il gas direttamente consumato da famiglie e attività produttive, che pesa per altri 3-3,3 miliardi di euro.

Solo nel mese di settembre il conto aggiuntivo è aumentato di ulteriori 4,6-5,2 miliardi di euro, contribuendo per circa un terzo all’aggravio complessivo accumulato da marzo.

Prezzi record per benzina e gasolio

A trainare l’aumento della spesa energetica sono soprattutto i carburanti. A settembre la benzina ha toccato i livelli più elevati dal marzo 2022, mentre il gasolio ha superato i precedenti massimi registrati durante la crisi energetica del 2022.

La media settimanale della benzina ha raggiunto 2,141 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,351 euro al litro, valori che hanno inciso in modo significativo sui costi operativi delle imprese, in particolare di quelle che utilizzano quotidianamente mezzi commerciali e veicoli per il trasporto.

Le regioni con i carburanti più cari

L’analisi evidenzia importanti differenze territoriali. Per quanto riguarda la benzina, i prezzi più elevati tra le regioni si registrano in Calabria, seguita da Sicilia e Basilicata. Per il gasolio, invece, ai primi posti figurano Sicilia e Valle d’Aosta, davanti a Calabria e Sardegna.

Energia elettrica in forte crescita

Resta elevata anche la tensione sul mercato elettrico. A settembre il PUN Index GME si è attestato intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 euro registrati a febbraio, con una crescita vicina all’82%.

Secondo le stime della CNA, se i prezzi di elettricità e gas dovessero mantenersi sugli attuali livelli fino a fine anno, il costo aggiuntivo per famiglie e imprese potrebbe arrivare a circa 33 miliardi di euro entro la fine del 2026.

Costantini: “Ogni furgone è diventato una bolletta viaggiante”

«Il caro energia sta sottraendo miliardi ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese», ha dichiarato il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini.

«Per le piccole aziende questi maggiori costi riducono i margini, frenano innovazione e occupazione e si trasferiscono inevitabilmente lungo le filiere produttive. Ogni furgone è diventato una bolletta viaggiante», ha aggiunto.

Costantini ha poi evidenziato come gli interventi adottati nelle ultime settimane abbiano contribuito a contenere i prezzi, sottolineando però la necessità di misure strutturali, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e strumenti concreti a sostegno delle micro e piccole imprese.