
L’AQUILA/TERAMO – Il Cammino delle Sette Sorelle, ufficialmente riconosciuto dalla Regione Abruzzo, diventa uno dei nuovi itinerari di riferimento per il turismo lento nell’Abruzzo interno. Un percorso di 128 km suddiviso in 7 tappe, che attraversa le province di Teramo e L’Aquila toccando i territori di Fano Adriano, Pietracamela, Crognaleto, Cortino, Campotosto e Montorio al Vomano. Lungo il tracciato si incontrano oltre 30 borghi, contrade e frazioni immersi nel paesaggio autentico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il Cammino nasce per ricucire antiche vie di collegamento (sentieri, mulattiere, tratturi) restituendo vita a percorsi che per secoli hanno unito comunità, pascoli e luoghi di lavoro. Il nome richiama la tradizione delle Sette Madonne Sorelle, una devozione radicata nell’Alta Valle del Vomano e legata a chiese, eremi e santuari come Santa Reparata, Madonna della Sgrima, Eremo dell’Annunziata, Madonna del Calvario, Madonna della Tibia, Madonna del Carmine e Santa Maria Apparente.
Il progetto è frutto di un ampio lavoro comunitario che ha coinvolto associazioni, Pro Loco, cittadini, operatori economici, CAI Teramo e Borghi in Rete, con il supporto della Cooperativa di Comunità Fanesia attraverso Officine del Gran Sasso e Itaca. A governare il percorso è la nuova Associazione Cammino delle Sette Sorelle APS, incaricata di coordinarne sviluppo e manutenzione.
Elemento centrale è la rete dell’accoglienza, composta da 7 punti tappa e 34 punti ospitali tra B&B, agriturismi, ristoranti e bar di paese. Cinque strutture sono nate proprio in vista dell’avvio del Cammino, segno della sua capacità di generare nuove opportunità economiche e sociali nelle aree interne, valorizzando ospitalità diffusa, servizi di prossimità e memorie locali.
Il tracciato è inoltre suddiviso in 27 transetti, ciascuno dotato di un sistema di presidio e monitoraggio con referenti reperibili 24 ore su 24, testimonianza del forte coinvolgimento delle comunità residenti.
Le dichiarazioni
Davide De Laurentis, presidente APS, parla di un percorso che unisce storia, memoria e paesaggio, restituendo senso ai luoghi.
Daniele D’Amario, Regione Abruzzo, evidenzia il valore del Cammino come leva per il turismo sostenibile e per contrastare lo spopolamento.
Alessandro Perfetti, Itaca ETS, sottolinea il ruolo del Cammino come piattaforma di sviluppo territoriale con 41 attività economiche coinvolte.
Massimiliano Monetti, Borghi IN, rimarca la forza della rete comunitaria.
Luigi Servi, sindaco di Fano Adriano, richiama l’impegno dei Comuni nella gestione e promozione.
Marcella Cipriani, Cooperativa Fanesia, ribadisce il valore del Cammino come strumento di rigenerazione e identità.
Il Cammino delle Sette Sorelle si afferma così come un itinerario che unisce natura, spiritualità, storia e comunità, diventando una nuova leva di sviluppo per l’Abruzzo montano.
Le sette tappe del Cammino
1. Fano Adriano – Cusciano (Montorio al Vomano), 21,1 km
La prima tappa parte da Fano Adriano e attraversa alcuni luoghi identitari del territorio e numerosi torrenti, con ampie vedute sul Gran Sasso, sulla valle del fiume Vomano e sulle Vene Rosse. Il percorso attraversa Intermesoli, Pietracamela e Cerqueto dove, sopra l’abitato, si incontra la Chiesa di Santa Reparata, per poi raggiungere Cusciano. È una tappa di forte impatto paesaggistico, in cui il camminatore entra subito nel cuore del rapporto tra montagna, borghi e antiche vie di collegamento.
2. Cusciano (Montorio al Vomano) – Cavennile (Poggio Umbricchio – Crognaleto), 18,14 km
La seconda tappa scende verso la valle del Vomano, toccando il punto altimetricamente più basso del Cammino, in prossimità dei resti del Tempio di Ercole. Il percorso risale poi attraverso un paesaggio rurale e collinare, tra Schiaviano, Altavilla e Santa Croce, fino a Cavennile. Centrale, in questa sezione, è il Santuario della Madonna della Sgrima, riferimento devozionale profondamente legato alla tradizione popolare locale.
3. Cavennile (Poggio Umbricchio – Crognaleto) – Pagliaroli (Cortino), 14,33 km
La terza tappa attraversa Poggio Umbricchio, borgo verticale incastonato nella roccia, e prosegue verso San Giorgio di Crognaleto, vera terrazza sulla valle. Dopo il fosso Fiumicello si raggiunge Casagreca e quindi Pagliaroli. È una tappa che mette in evidenza la struttura storica degli insediamenti montani e il legame tra nuclei abitati, paesaggio agro-pastorale e riferimenti devozionali.
4. Pagliaroli (Cortino) – Cesacastina (Crognaleto), 19,20 km
La quarta tappa collega i territori di Cortino e Crognaleto, attraversando Servillo, Cortino, Piano Roseto, Crognaleto e Valle Vaccaro. È un segmento ricco dal punto di vista paesaggistico e storico, con il passaggio presso il Santuario della Madonna della Tibia e la presenza di Rocca Roseto, antica fortificazione legata al controllo delle vie tra Roma e l’Adriatico e dei pascoli d’alta quota.
5. Cesacastina (Crognaleto) – Case Isaia (Campotosto), 16,93 km
La quinta tappa si sviluppa in un contesto di media e alta montagna, aprendosi progressivamente verso l’altipiano e il Lago di Campotosto. Attraversa Frattoli e Alvi, con riferimenti devozionali importanti come la Madonna del Carmine e Santa Maria Apparente. È una tappa immersiva, nella quale il paesaggio montano dialoga con l’orizzonte del lago e con la memoria dei piccoli insediamenti.
6. Case Isaia (Campotosto) – Nerito (Crognaleto), 23,24 km
La sesta tappa è la più lunga e attraversa un paesaggio ampio, segnato dalla presenza del Lago di Campotosto, il più grande d’Abruzzo. Il percorso passa per Campotosto, Tottea, Paladini e Nerito, alternando ambienti aperti e luminosi a versanti più raccolti e silenziosi. È una tappa di attraversamento territoriale, in cui il cammino assume un carattere contemplativo e profondamente montano.
7. Nerito (Crognaleto) – Fano Adriano, 15,75 km
La settima tappa chiude l’anello e riporta il camminatore a Fano Adriano, attraversando Aprati, Piano Vomano, Senarica e Regimenti. Il percorso è articolato, fatto di saliscendi e cambi di quota, e incontra riferimenti culturali, storici e devozionali come la Madonna del Calvario, le mura megalitiche di Colle del Vento e l’Eremo dell’Annunziata. L’arrivo a Fano Adriano restituisce il senso complessivo del Cammino: un itinerario che collega luoghi, comunità, memoria e futuro.