PRATI DI TIVO – È stato illustrato questa mattina in Provincia l’accordo che consentirà la revisione quinquennale e la rimessa in funzione della cabinovia dei Prati di Tivo. L’intesa, raggiunta dai liquidatori della Gran Sasso Teramano (GST) con l’ex gestore Marco Finori, è stata presentata alla presenza del presidente Camillo D’Angelo e della consigliera delegata Gabriella Recchiuti.
La Provincia ha confermato un impegno finanziario rilevante: circa un milione di euro per le manutenzioni straordinarie e la riattivazione dell’impianto. Il presidente D’Angelo ha ribadito la volontà di garantire un orizzonte stabile alla gestione della cabinovia, ricordando anche la disponibilità a riposizionare gli Obellx non appena sarà individuato l’ente gestore.
Parallelamente, la GST valuterà le modalità per assicurare l’apertura invernale, in un quadro che coinvolge tutti i soci e richiede una programmazione coordinata.
Nel corso della conferenza, il liquidatore Valerio Ferro ha chiarito che non vi sono ostacoli ad accogliere la proposta del sindaco di Fano Adriano, Luigi Servi, che rinuncerebbe ai crediti vantati verso la GST in cambio della cessione dei beni del comprensorio di Prato Selva. Una soluzione ritenuta conveniente e compatibile con il percorso liquidatorio.
L’intesa comprende:
I costi, pari a 890 mila euro, sono a carico della Provincia in virtù della convenzione con la GST, proprietaria dell’impianto. Gli interventi sono stati definiti sulla base delle indicazioni della ditta costruttrice Doppelmayer e delle prescrizioni di Ansfisa, l’agenzia nazionale per la sicurezza degli impianti a fune.
Il 5 giugno è stata avviata una procedura negoziata rivolta a operatori economici qualificati. L’unico preventivo pervenuto è stato quello della ditta Finori. La GST ha subordinato l’affidamento alla definizione di un accordo transattivo sulle pendenze giudiziarie, ottenendo la rinuncia alla causa in appello e a un decreto ingiuntivo.
L’accordo si articola in due contratti distinti:
La scelta di un limite temporale risponde alla volontà di procedere successivamente con un bando pubblico, garantendo trasparenza e correttezza amministrativa.
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