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Antonelli interviene su ‘caso’ palazzina di via D’Annunzio e Museo

da Redazione Abruzzonews

PESCARA – L’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli intervenendo sulla vicenda inerente la riqualificazione della palazzina di via D’Annunzio ex sede della Banca d’Italia, ha comunicato che l’amministrazione comunale di Pescara sta seguendo con molta attenzione la vicenda che vede protagonista l’imprenditore Di Persio e i lavori di ristrutturazione di tale palazzina , lavori momentaneamente congelati da un contenzioso amministrativo tra il privato e la Sovrintendenza. Il Comune non ha potere né titolo per interferire con la vicenda stessa, ma  apprezza  l’iniziativa di dare alla città un Museo con oltre 100 opere d’arte di pregio che verrebbero donate.

Ha sottolineato Antonelli:

si tratta di un immobile di assoluto pregio, di enorme valore storico-architettonico che la Sovrintendenza ha sottoposto a vincolo, proprio per quella necessità di tutelare quegli immobili che in qualche modo raccontano la storia della nostra città. Quando abbiamo saputo della volontà espressa dall’imprenditore Di Persio di donare alla città una collezione di oltre cento opere d’arte di assoluto valore da sistemare in quell’edificio, nel frattempo diventato di sua proprietà e destinato a essere trasformato in un museo, non abbiamo potuto far altro che esprimere apprezzamento ovviamente. Poi però è intervenuto il contenzioso dinanzi alla giustizia amministrativa, il Tar prima, oggi il Consiglio di Stato, a fronte di una mancata condivisione, da parte della Sovrintendenza, del progetto presentato dall’imprenditore circa i lavori da eseguire all’interno della struttura. Ovviamente il Comune non ha alcun titolo né potere di interferire nella vicenda, tuttavia, proprio nella volontà di consentire alla città di non perdere un’occasione tanto importante, abbiamo messo a disposizione i nostri uffici per redigere un progetto di adeguamento e ristrutturazione che rispettasse i parametri e i vincoli posti dalla Sovrintendenza, dunque un progetto immediatamente assentibile, capace di trasformare quel fabbricato in Museo senza quegli interventi che la Sovrintendenza non ha approvato. In altre parole oggi un progetto fattibile esiste, c’è, e consentirebbe all’imprenditore Di Persio di realizzare il desiderio espresso di lasciare alla città un patrimonio prezioso, e a Pescara di non perdere un’opportunità storica. La decisione spetta però, a questo punto, all’imprenditore che, evidentemente, ha tutto il diritto di procedere lungo la strada della giustizia amministrativa, o, in alternativa, di accettare il supporto garantito dall’amministrazione comunale.