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Sant’Omero presenta il nuovo Museo dell’Olio

Presentato il progetto di recupero dell’Antico Frantoio di Sant’Omero: nasce il futuro Museo dell’Olio della Val Vibrata

da Marina Denegri

Antico Frantoio Sant'Omero

SANT’OMERO – Un pomeriggio di approfondimento, confronto e condivisione ha accompagnato la presentazione del progetto di recupero dell’Antico Frantoio di Sant’Omero, destinato a trasformarsi in un nuovo polo culturale dedicato alla civiltà dell’olio e alla memoria contadina della Val Vibrata. Il futuro Museo dell’Olio della Val Vibrata si propone come luogo di incontro tra tradizione e innovazione, un presidio culturale permanente capace di raccontare la storia delle comunità rurali e di valorizzare le eccellenze che caratterizzano questo territorio abruzzese.

L’incontro, dal titolo “Dalla Memoria alla Valorizzazione: il Restauro dell’Antico Frantoio di Sant’Omero come Modello di Rigenerazione Culturale e Rurale”, si è svolto il 20 giugno all’interno dello storico edificio ottocentesco di Contrada Metella, registrando una partecipazione numerosa e attenta. Amministratori, professionisti, operatori turistici e agroalimentari, associazioni, studiosi e cittadini hanno preso parte a un momento di riflessione sul valore del patrimonio rurale come risorsa identitaria e strategica per lo sviluppo locale.

Un progetto che restituisce vita a un luogo simbolo della comunità

L’evento ha ripercorso il cammino che ha portato al recupero dell’antico frantoio, per generazioni punto di riferimento della comunità locale. Oggi l’edificio si prepara a vivere una nuova stagione come spazio culturale e divulgativo, capace di coniugare memoria storica, innovazione e sostenibilità.

Il futuro museo non sarà soltanto un’esposizione permanente, ma un luogo vivo dedicato alla formazione, alla promozione delle produzioni locali e alla diffusione della cultura dell’olio extravergine d’oliva, elemento identitario della Val Vibrata.

Gli interventi istituzionali e il valore del patrimonio rurale

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dei consiglieri regionali Marilena Rossi ed Emiliano Di Matteo, insieme a Christian Francia della Provincia di Teramo. Tutti hanno sottolineato l’importanza degli investimenti destinati alla tutela del patrimonio rurale come leva di crescita culturale e territoriale.
Architettura, storia, turismo e innovazione: un percorso multidisciplinare

Il pubblico è stato accompagnato in un viaggio tra architettura, storia, turismo e tradizioni locali grazie ai contributi dei relatori.

Francesca Di Francesco, progettista dell’intervento, ha illustrato la filosofia del restauro, orientata alla conservazione dell’identità storica del luogo.

Pasquale Tucci, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Teramo, ha approfondito il tema dell’archeologia industriale e del valore degli antichi opifici rurali abruzzesi.

Pasquale Cantoro, presidente del GAL Terreverdi Teramane, e Giuseppe Vagnozzi, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, hanno evidenziato le opportunità offerte dal turismo esperienziale e dalla valorizzazione delle identità locali.

Nicolino Farina e Leonardo Seghetti hanno riportato l’attenzione sulle radici storiche dell’olivicoltura teramana.

Tania Macchiavelli del Polo Agire e la produttrice olearia Ortenzia Matalucci hanno illustrato come innovazione, qualità e sostenibilità possano rafforzare la competitività delle imprese agricole.

A moderare l’incontro è stato il giornalista Fabio Capolla, che ha favorito un dialogo continuo tra relatori e pubblico.

Un progetto che guarda al futuro della Val Vibrata

La grande partecipazione registrata conferma quanto il recupero dell’Antico Frantoio di Sant’Omero sia percepito come un progetto capace di restituire valore a un bene storico e, allo stesso tempo, di aprire nuove prospettive per il territorio. Il futuro Museo dell’Olio si candida così a diventare un punto di riferimento culturale, un luogo di identità condivisa e un motore di sviluppo per la Val Vibrata.