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Abruzzo, disoccupazione al minimo storico: nel 2026 tasso al 4,4% secondo Istat

Nel primo trimestre 2026 l’Abruzzo registra un tasso di disoccupazione al 4,4%, il più basso degli ultimi decenni. Crescono gli occupati

da Marina Denegri
Tiziana Magnacca

Tiziana Magnacca – Foto Regione Abruzzo

REGIONE – L’Abruzzo conferma un andamento occupazionale migliore rispetto alla media italiana e raggiunge un risultato definito “storico” dall’assessore alle Attività Produttive e Lavoro Tiziana Magnacca (nella foto). Analizzando i dati Istat relativi al primo trimestre 2026, la regione registra un tasso di disoccupazione al 4,4%, un punto in meno rispetto alla media nazionale, ferma al 5,4%. Un dato che, secondo l’assessore, rappresenta il livello più basso degli ultimi decenni.

Magnacca evidenzia come il numero degli occupati in Abruzzo sia rimasto stabile a 512mila unità, nonostante un contesto economico complesso segnato da crisi energetica, tensioni geopolitiche e mutamenti globali. Il confronto con il 2019 è particolarmente significativo: allora il tasso di disoccupazione era al 10,1%, mentre oggi la regione può contare su oltre 20mila persone in più avviate al lavoro. Un risultato che, come sottolineato dal professor Pino Mauro, assume ancora più valore considerando che sette anni fa non si registravano le attuali turbolenze internazionali.

Il tasso di occupazione supera ora il 62%, un livello che colloca l’Abruzzo tra le regioni più dinamiche del Centro-Sud. Per Magnacca, questo traguardo è il frutto di un sistema produttivo resiliente e di politiche regionali mirate a sostenere l’occupazione, la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani e donne. La Regione, infatti, ha attivato diversi bandi e misure di incentivo per favorire nuove assunzioni, riqualificazione del personale e crescita delle competenze.

L’assessore sottolinea inoltre la capacità delle imprese abruzzesi di reagire alle difficoltà del mercato e ai costi elevati dell’energia, riuscendo non solo a mantenere la competitività, ma anche a incrementare l’export regionale, che nell’ultimo trimestre ha raggiunto il secondo valore assoluto in Italia. Un segnale che conferma la solidità del tessuto produttivo e la sua capacità di proiettarsi sui mercati internazionali.

«Va riconosciuto alle aziende – conclude Magnaccauna straordinaria capacità di resilienza, che ha permesso all’economia abruzzese di superare le difficoltà e di crescere nonostante un contesto globale complesso. I dati Istat ci dicono che siamo sulla strada giusta e che l’Abruzzo può guardare al futuro con fiducia».