La Regione Abruzzo mette in vendita i beni immobili di Pescara

Lo rendono noto Fiorilli e Foschi dell’ Associazione ‘Pescara – Mi piace’ – sottolineando che si  tratta di immobili di pregio situati in punti strategici del territorio

PESCARA – L’avvocato Berardino Fiorilli e Armando Foschi, esponenti dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ intervengono  sulla vendita dei beni immobili della Regione Abruzzo ai privati.

Si tratta di strutture, terreni, immobili di assoluto pregio, tutti dislocati in punti strategici di Pescara, per i quali per anni si sono succeduti progetti di riqualificazione e di sviluppo a iniziativa pubblica. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ esprime la propria contrarietà a una simile operazione e  chiede che gli stessi vengano ceduti, gratuitamente, al Comune che deve mantenere la competenza decisionale su tali superfici e sulla loro futura foto cantiere ex Cofadestinazione.

“La notizia stamane ha determinato un sobbalzo da parte dei pescaresi – hanno detto l’avvocato Fiorilli e Foschi -: dopo anni di progettazioni, discussioni, dibattiti, convention, Pescara rischia di perdere la capacità decisionale sullo sviluppo turistico di alcune delle aree di maggior rilievo e importanza del proprio territorio. Parliamo dell’ex Cofa, una superficie sulla riviera sud, destinata, secondo lo stesso Piano regolatore, a divenire sede di un Piano particolareggiato per trasformarsi nel nuovo Polo turistico-ricettivo in una città che non ha posti letto né elementi di attrazione sul territorio. Un’area per la quale si sono susseguiti negli anni progettazioni che, tutte, hanno imposto come capofila l’Ente pubblico, che fosse Regione Abruzzo, Comune di Pescara o Camera di Commercio. Parliamo poi dell’ex Fea, l’ex stazioncina posta proprio sulla riviera nord, lungomare Matteotti, da anni abbandonata al completo degrado e per la quale pure esiste da anni un progetto per destinare la superficie a posti auto, riqualificati rispetto agli attuali, e a terrazza verde sul mare, con realizzazione di un edificio polifunzionale al posto dell’attuale rudere, progetto per il quale anche l’ex Gtm, oggi Tua, aveva previsto la possibilità di investimenti, considerando la chiara appetibilità di quella superficie.

La stessa giunta Alessandrini aveva coinvolto l’Università ‘d’Annunzio’ nell’elaborazione di un progetto compiuto per la rifunzionalizzazione della struttura. Parliamo poi del terreno dell’ex Gi, sempre sulla riviera nord, anch’essa area dai molteplici sviluppi vista la sua posizione assolutamente strategica. Francamente riteniamo improponibile che tali immobili, di valore ben superiore a quanto tecnicamente stimato, finiscano sul mercato, con la concreta possibilità che i privati riescano ad accaparrarsi quelle proprietà, esattamente come accadde anni fa quando fu un privato ad acquisire la proprietà dell’ex Galoppatoio, in mezzo alla Riserva dannunziana, aprendo un contenzioso tuttora in corso che blocca qualunque ipotetico sviluppo ambientale dell’intero parco. Ma in questo caso i rischi sono maggiori, perché sull’ex Cofa, valutato in 13 milioni di euro, così come sull’ex Fea, ci sono lotti edificabili, ovvero ci sono delle cubature che evidentemente i futuri proprietari potranno sfruttare con rischi concreti per il territorio.

Ci chiediamo – hanno proseguito l’avvocato Fiorilli e Foschi – se la giunta Regionale e il Presidente D’Alfonso abbiano interpellato il Comune di Pescara, ovvero il sindaco Alessandrini, per informarlo della propria volontà di vendere, ad esempio, l’ex Cofa prima di approvare la relativa delibera. Se questo non fosse accaduto sarebbe grave, perché conferisce concretezza all’assoluta assenza di considerazione del Governatore rispetto al sindaco Alessandrini, il cui parere, evidentemente, non viene tenuto in conto dal suo pigmalione.

Se, al contrario, il sindaco Alessandrini fosse stato messo a conoscenza della delibera e avesse deliberatamente taciuto sulla vicenda, anzi non degnandosi neanche di aprire una trattativa con la Regione o, anzi, di fermare quella delibera, sarebbe ancora più grave perché ci troveremmo dinanzi, per l’ennesima volta, a un sindaco che continua a tacere alla città problematiche di assoluta rilevanza.

Ovviamente riteniamo che tali superfici, come l’ex Fea o l’ex Cofa, non possano assolutamente finire nelle mani di privati e, per tale ragione, l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ chiede ufficialmente che la Regione Abruzzo ceda gratuitamente al Comune la proprietà di tali immobili di valore assolutamente strategico, Comune che sicuramente non avrebbe mai la forza economica per acquistare quegli immobili, ma che deve mantenere il controllo del futuro sviluppo urbanistico di tali aree.

In caso contrario chiediamo sin d’ora che il Comune ponga immediatamente un vincolo di inedificabilità su tali superfici, in altre parole eventuali privati saranno chiamati a sborsare 13milioni di euro o anche più per costruire parchi cittadini. Solo in questo modo potremo garantire la tutela del nostro territorio contro eventuali e ipotetici attacchi speculativi”.

La Regione Abruzzo mette in vendita i beni immobili di Pescara ultima modifica: 2018-06-14T23:44:10+00:00 da Redazione